INTERVENTI
Ricky Filosa (Azzurri
nel Mondo RD) su “Gente d’Italia”
Un Presidente “di comodo”?
SANTO DOMINGO - Giorgio Napolitano, napoletano di nascita,
è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana, e questo ormai lo abbiamo letto
su tutti i giornali e sentito alla televisione.
Sappiamo anche che è un ex-comunista - Silvio Berlusconi
l’ha ripetuto fino all’ esasperazione- e che è stato votato dalla sola coalizione
di centrosinistra, che continua a dire di essere la maggioranza anche se in
realtà non lo è.
La bilancia politica , infatti, non pende né da una parte
né dall’ altra, ed è inutile che ci raccontiamo storie: il paragone di una mela
perfettamente spaccata a metà rende benissimo l’ idea.
L’ Unione e tutta la sinistra, dopo aver per anni accusato
il centrodestra di aver portato avanti una legislatura in cui si votavano le
leggi “a forza di colpi di maggioranza” - espressione che la sinistra ha usato
negli ultimi 5 anni frequentissimamente - ora, agli albori di un governo per
giunta nato zoppo, fa esattamente la stessa cosa, anzi direi ancora peggio:
occupa le principali cariche dello Stato Italiano, senza cercare il tanto acclamato
consenso con
In ogni caso, il tanto temuto ma anche prevedibile “poker
rosso” c’è stato: i comunisti staranno brindando fra di loro e saltando come
bambini dalla gioia, “Abbiamo liberato gli italiani dal caimano”, è il loro
grido di guerra (Silvia Terribili dell’ Italia dei valori non fa altro che usare
questo slogan... Silvia, un po’ più di fantasia !).
L’ elezione di Napolitano, devo essere sincero a costo
di andare un po’ controcorrente, non mi dispiace del tutto: a vederlo ha senz’
altro un’aria affidabile, gentile, elegante: un “signore”, come si dice.
Il guaio è che, pur mettendoci tutta la buona volontà, non so fino a che punto
riuscirà a garantire gli equilibri della Res Publica , ma ha ovviamente tutto
il legittimo e sacrosanto diritto di poter dimostrare che non sarà di parte
e rimarrà neutrale in ogni occasione, anche in quelle più importanti.
Non potrà svolgere nessun altro ruolo se non quello di
arbitro “super partes”, dimenticandosi come per magia di tutto il suo passato
e di tutti gli incarichi che ha presieduto finora.
Ci riuscirà? Difficile dirlo adesso, comunque ho i miei
dubbi a proposito.
Fra le altre cose, credo – per l’esperienza che ho -
che la neutralità non esista: abbiamo tutti una opinione, una passione, una
testa per pensare. Bene o male tutti ci schieriamo da questa o dall’altra parte,
quindi sarà difficile per il neoeletto Presidente Napolitano - come del resto
lo sarà per Bertinotti Presidente della Camera - mantenersi sulla linea della
obiettività politica e istituzionale.
Il centrosinistra è sempre stato unito solo su un punto,
quello di mandare a casa Berlusconi: purtroppo per loro, Berlusconi non solo
non va a casa - pur non essendo più premier - ma resta in campo per continuare
la partita, lui che è il miglior giocatore e uno dei più grandi statisti della
nostra era, ed è pronto a combattere con più forza e più grinta di prima, forte
della fiducia che il 50% degli italiani ha voluto riporre nel suo partito e
nella sua coalizione.
Un presidente di comodo? Giorgio Napolitano per molti
è solo qualcuno con un nome “pulito”, che la sinistra ha ripescato fra gli archivi
della sua storia comunista: lo stesso Napolitano ha dichiarato recentemente
di “essersi un po’ allontanato dalla scena politica” negli ultimi tempi.
Giorgio Napolitano ha 80 anni: “Un Presidente con il
pannolone”, è stato scritto su Libero, il quotidiano di Vittorio Feltri che
il popolo della Casa della Libertà e soprattutto quello forzista non possono
fare a meno di seguire. Ecco, possibile che davvero in Italia non ci sia spazio
per i giovani? Oppure non si vuole dar loro spazio, perché a qualcuno potrebbero
dare fastidio nuovi ingressi, ai quali bisognerebbe assegnare incarichi, scrivanie
o poltrone che invece i “vecchi lupi” si vogliono tenere ben strette?
Ancora: possibile che a un 80enne ormai ritirato dalla
politica attiva, debba essere proposto un incarico così faticoso, proprio fisicamente
stressante, come quello della Presidenza della Repubblica? Cerco di immedesimarmi
e di entrare nella testa di Giorgio Napolitano, e non riesco a capire se la
scelta è stata dettata dal suo senso civico e di appartenenza all’ Italia e
alle sue istituzioni, oppure dalla soddisfazione - non voglio dire vanità -
di poter marcare a fuoco il suo nome nella storia, possibilità che gli dà la
carica al Quirinale come nessun’altra fino ad ora; o magari a tutte e due le
cose. Chissà...
A Giorgio Napolitano dedicata anche la puntata di Porta
a Porta di mercoledì scorso, dove erano presenti Fini, Casini e Tremonti per
il Polo, e Fassino, Rutelli e Mastella per lo schieramento di centrosinistra.
Discorsi e opinioni su Napolitano a parte - che ormai conosciamo già a memoria
- la discussione si è poi spostata sulla difficile situazione politica che sta
vivendo l’Italia. Personalmente, non credo che questo governo durerà 5 anni:
lo stesso Mastella ha per esempio ribadito , seduto sulla poltrona bianca di
Vespa, che “o alla Difesa, o me ne vado”, un aut-aut che pare un ultimatum inviato
direttamente o meno a Prodi.
“Sono 30 giorni che aspetti fuori dalla porta di Prodi.
Almeno ti ha fatto entrare? Sono le parole con cui Gianfranco Fini ha voluto
provocare il leader dell’ Udeur, e su questa battuta se la sono risa di brutto
anche lo scheletro di Fassino e Rutelli detto il Bello, inquadrati in un bel
primo piano che non poteva lasciare dubbi.
Che bel comportamento da parte degli alleati del povero
e caro Mastella, non credete?! Non vede, il simpatico Mastella, che lo stanno
prendendo in giro? Non si rende conto che coloro che dovrebbero essere i suoi
compagni ridono alle sue spalle, e dopo averlo usato per raggiungere il loro
scopo, sono pronti a scommettere che preferirebbero sbarazzarsi del suo partito
e andare avanti per la loro strada? Ormai, è solo questione di tempo. E allora
sarà crisi di governo.
Sono convinto che anche se alla fine si deciderà per
Clemente Mastella alla Difesa, questo sarà solo un palliativo che non riuscirà
a sfumare le differenze, smussare gli angoli che esistono - eccome! -
fra le ideologie politiche di Mastella e quelle dei suoi colleghi di coalizione
.
Un’ultima considerazione, che non è sfuggita agli italiani
nel mondo, appartengano politicamente all’Unione o al Centro-destra: come mai
non si parla del Ministero che fu di Tremaglia? Lo aboliranno, lo ridurranno
ad un sottosegretariato, ad una direzione generale della Farnesina, o che cosa?
Per concludere, gli italiani della Repubblica Dominicana
e di tutti i Caraibi fanno al neo-presidente eletto Giorgio Napolitano i migliori
auguri, con la speranza che sappia essere saggio nelle sue decisioni , garante
nel rapporto fra le istituzioni e parti sociali, e attento ad osservare la situazione
politica italiana con estrema oggettività, dimostrando di essere davvero, e
soprattutto di apparire in ogni circostanza, il Presidente di tutti gli italiani.
(Ricky Filosa-Gente d’ Italia/Inform)