STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“Gente d’Italia” quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia
In una lettera al neo-premier le richieste
del coordinamento dei parlamentari della Circoscrizione Estero
Caro Presidente Prodi, che fine farà il
Ministero degli italiani nel mondo?
ROMA - In una lettera tutte le richieste degli eletti
dagli italiani all'estero. Scritta a seguito di un incontro qualche giorno fa
con Romano Prodi, la missiva partita dal coordinamento dei parlamentari della
circoscrizione Estero all'indirizzo del designato premier e dei segretari dei
partiti dell'Unione contiene desiderata ed indicazioni per le nuove competenze
sulla materia italiani nel mondo. In primis il destino del Ministero.
"L'eventuale superamento del Ministero per gli Italiani
nel mondo può essere fatto solo con l'espressione di una visibile volontà politica
e con soluzioni che siano capaci di dare risposte reali e convincenti alle attese
degli italiani all'estero'' è scritto. L'intenzione comune, e peraltro mai smentita
da altri esponenti della maggioranza, è di superare e di archiviare l'esperienza
del passato governo, ossia farla finita con un'istituzione di rappresentanza
vuota di poteri reali tanto quanto ricca di retorica, per fornire invece in
alternativa uno strumento magari meno appariscente, ma più efficiente. Un vice
ministro agli Affari Esteri con deleghe e portafoglio? Un ufficio ascritto alla
presidenza del Consiglio? Un Ministero, ma con maggiori poteri di intervento?
Quale che sia, sia, ma che abbia davvero la forza e l'autonomia per portare
a risultati concreti.
La forma quindi per i parlamentari del centrosinistra
eletti all'estero conterebbe meno della sostanza nonostante qualcuno, tra l'opposizione
si intende, abbia tentato di soffiare sul fuoco e di gridare allo scandalo per
l'ipotesi di chiudere il Ministero che fu di Tremaglia, come se equivalesse
a cancellare con un colpo di spugna tutta la questione connazionali all'estero
dimenticando il contributo decisivo dato alle elezioni, non ultima quella del
Presidente del Senato Marini. Nella missiva si dà poi puntuale conta degli interventi
urgenti che dovrebbero competere il nuovo organo e che per i nostri connazionali
nel mondo costituirebbero garanzia di un reale cambiamento con il passato. Organizzazione
e sviluppo della rete consolare, rapporti con le regioni in questa area, protezione
sociale per i tanti componenti delle comunità italiane all'estero che versano
nelle condizioni di difficoltà e per i quali si prevede un assegno di solidarietà;
promozione della lingua e della cultura italiana, qualificazione dell'informazione
con il 'radicale risanamento' di Rai International, sono alcune delle linee
programmatiche indicate al nuovo governo.
L'urgenza è trovare quindi lo strumento migliore, anche
di coordinamento senza dualismi con altre amministrazioni, per mettersi a lavorare
al meglio e al più presto.
"E' stata una felice coincidenza la nostra elezione
e poco dopo la responsabilità dell'elezione del Presidente della Repubblica",
dice l'onorevole Marisa Bafile, eletta nella ripartizione Sud America, "abbiamo
fatto gioco di squadra con tutto il centrosinistra per eleggere Giorgio Napolitano.
Lo stesso Massimo D'Alema che aveva tutte le carte per salire al Colle si è
fatto da parte proprio per garantire il benessere comune. Ed io credo, anzi
sono convinta che il presidente Napolitano sarà il presidente di tutti gli italiani.
Ora, riguardo al Ministero per gli Italiani nel mondo,
bisogna superare la fase della chiacchiera e passare a quella del lavoro. Abbiamo
assistito insieme a tutte le comunità all'estero all'esercizio di retorica durato
un quinquennio con il vecchio Ministero, ora vogliamo uno strumento efficiente
che possa portare fatti e non vuote parole". Onorevole Bafile, quindi lei
non sarebbe contraria alla chiusura del Ministero? "A me non interessano
le etichette. Qualsiasi sarà la formula scelta mi troverà d’accordo a patto
che aiuti noi espressi all'estero a portare a casa risultati concreti".
La parlamentare ed i suoi colleghi sgomberano quindi il campo da ipotesi di
lottizzazioni partitiche mettendo nero su bianco l'esigenza di una soluzione
ispirata al più puro pragmatismo.
"Io credo che rimarrà l'attuale conformazione del
Ministero", dice il senatore Nino Randazzo, ripartizione Asia Africa Oceania,
"ma con poteri nuovi". Quindi con un portafoglio? "Si potrebbe
ipotizzare certo, ma credo sia troppo presto per dirlo". Quindi, senatore,
ritorna in auge la soluzione del Ministero. "Un'ipotesi mai tramontata.
La scelta è tra configurazioni diverse come quella di un vice ministro al Ministero
degli Affari Esteri con deleghe per le competenze, ma si tratta di individuare
lo strumento di maggiore impatto e di maggiore capacità operativa. Certo non
vogliamo più un Ministero capace solo di creare fumo, come in passato".
"La risposta alla nostra lettera arriverà con la
formazione del nuovo Governo", puntualizza il neo deputato Marco Fedi,
anche lui eletto nella più vasta nonché la più remota delle ripartizioni, quella
che racchiude i tre continenti Asia Africa Oceania. "E' stata un settimana
intensa e molto solenne perchè per la prima volta la comunità italiana all'estero
ha partecipato all'elezione di un Presidente della Repubblica. Io sento di aver
rappresentato una parte della comunità italiana della nostra ripartizione ed
ho vissuto pienamente questa responsabilità. Dal punto di vista politico la
maggioranza ha espresso una proposta sulla quale si sperava di avere la convergenza
anche dell'opposizione. Non è avvenuto purtroppo, ma sono convinto che Napolitano
sarà un grande presidente, garante di tutti degli italiani e degli italiani
all'estero. Al segnale politico che la maggioranza ha dato all'opposizione con
le schede bianche non è arrivata risposta. Comunque, per quanto ci riguarda,
la stessa compattezza che c'è stata nel centrosinistra per l'elezione del Presidente
ci sarà anche per individuare gli strumenti di governo migliori per la questione
degli italiani nel mondo".
In questo senso, onorevole Fedi, cosa avete chiesto nella
lettera indirizzata a Romano Prodi? "Chiediamo che la nuova struttura sia
comunque una struttura efficiente, forte e dotata di risorse. Che possa mettere
in atto le riforme, che lo faccia concretamente e subito". E sul nome di
chi guiderà questa struttura ci sono state indicazioni da parte vostra? "Indicazioni
ispirate al buonsenso. Chiediamo una persona competente e di chiaro valore professionale,
che abbia cioè le credenziali per svolgere con efficienza il lavoro che deve
cominciare. Niente di più". Una indicazione quindi che sembrerebbe mettere
a tacere anche alcune voci circolate negli ultimi giorni nei corridoi di palazzo
dove si diceva di una possibile designazione di Leoluca Orlando, l'ex sindaco
di Palermo ora nelle fila dell'Italia dei Valori come Ministro per gli Italiani
nel mondo. Giorgio Napolitano giurerà lunedì. Il passaggio ufficiale permetterà
al paese e a Prodi di vedere anche la designazione di Prodi a Presidente del
Consiglio e di chiudere la formazione del nuovo governo. Una partita che non
si chiuderà prima del prossimo venerdì. (Federica Manzitti-Gente d’Italia/Inform)