INTERVENTI
Dino Nardi: C’era una volta il CGIE ?
ZURIGO - E’ passata la campagna elettorale; si sono concluse
le elezioni politiche ed in Parlamento siedono, oggi, 18 nostri rappresentanti
diretti; si sono felicemente superati i tre scogli istituzionali con l’elezione
dei Presidenti di Camera e Senato e del Presidente della Repubblica ai quali
rinnovo le felicitazioni e gli auguri di buon lavoro!
Adesso siamo in attesa del nuovo Governo di centrosinistra
di Romano Prodi ed è cominciato nei media il tradizionale totoministri tra cui,
peraltro, non vi è traccia del Ministero per gli Italiani nel Mondo.
Tuttavia le solite, e per noi preziose agenzie di informazione
specializzate per la stampa italiana all’estero, riportano le notizie che alcuni
colleghi del CGIE (per esempio, Franco Fatiga, Silvana Mangione e lo stesso
Segretario Generale, ora onorevole, Franco Narducci), nonché gli on.li Franco
Danieli e Gianni Pittella responsabili per gli italiani all’estero, rispettivamente
della Margherita e dei DS, si pongono la domanda, dandosi in alcuni casi
anche la risposta, di quale sia la soluzione migliore per gli italiani all’estero:
riconfermare il Ministero per gli Italiani nel Mondo, magari dotandolo di portafoglio?
Oppure ritornare al passato con un Sottosegretario o, addirittura con la novità
di un Vice Ministro al Ministero degli Affari Esteri?
Bene, ovviamente sono domande, e possibili indicazioni
di soluzione, tutte lecite ma sul “problema” dovrebbe aver titolo ad esprimersi
soprattutto il CGIE, o no? Ma come fa il Consiglio Generale ad esprimersi su
questo importantissimo problema, la cui soluzione non potrà non aver conseguenze,
forti conseguenze, anche sulla funzionalità futura del Consiglio, se il CGIE
è “in sonno” (per usare una tipica espressione massonica) dalla scorso mese
di dicembre 2005?
È possibile che fosse veramente indispensabile da parte
della Presidenza del Consiglio e del MAE ricorrere al Consiglio di Stato per
risolvere il problema creato dalla nota sentenza del TAR del Lazio che aveva
annullato il decreto di nomina di 29 componenti del CGIE? Ed ora, dopo che la
scorsa settimana il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza di sospensione
della sentenza del TAR, quanto tempo ancora dovremo attendere prima che il CGIE
possa riprendere la sua funzionalità? Non sarà che nel Palazzo della Farnesina,
o in qualche altro Palazzo romano, con questa messa “in sonno” del Consiglio,
qualcuno abbia voluto dimostrare che l’utilità del CGIE è ormai superata con
la presenza alla Camera ed al Senato di 18 parlamentari eletti all’estero? Può essere questo un pensiero cattivo, ma come
il senatore Giulio Andreotti docet……
Ho posto troppi quesiti? Forse, ma credo che, vista la
situazione paradossale in cui ci si trova, siano tutti interrogativi legittimi
per un membro del CGIE! (Dino Nardi, membro del Comitato di Presidenza del CGIE/Inform)