INFORM - N. 95 - 11 maggio 2006


SINDACATI

Silvano Miniati (Uil Pensionati): “Spesa previdenziale, sbagliato l’allarme della Corte dei Conti”

 

ROMA - “Le prese di posizione della Corte dei Conti non costituiscono certo un elemento di novità”. Lo ha dichiarato Silvano Miniati, segretario generale della Uil Pensionati, giudicando sbagliato l’allarme della magistratura contabile, che ha trasmesso un rapporto sulla spesa previdenziale al Parlamento.

Per la Corte dei Conti la spesa per pensioni continua ad incidere notevolmente sul disavanzo pubblico italiano nonostante le riforme del sistema messe a punto a partire dagli anni ‘90. Occorre, quindi, dice la Corte  “prospettare ulteriori interventi correttivi intesi a contenere il flusso della spesa” al fine di “evitare ulteriori tensioni sui conti pubblici negli anni futuri”.

“Siamo da tempo ossessionati – commenta Miniati – dal ritornello sulla spesa previdenziale fuori controllo e da una diffusa colpevolizzazione degli anziani, rei di vivere troppo a lungo, mettendo in crisi i conti dello Stato”.  E “ai magistrati, ai deputati, ai senatori che intendono d’ora in avanti proporci interventi sulla previdenza” la UilP fa “una provocatoria proposta”: “comincino a decidere che anche i loro trattamenti pensionistici siano disciplinati con le stesse norme che regolano i trattamenti degli altri cittadini italiani. Si tratterebbe di una scelta chiara e molto significativa”.

“Successivamente – prosegue Miniati - , potremo affrontare il confronto con serenità, al riparo del sospetto che magistrati e parlamentari quando parlano di spesa previdenziale da ridurre pensano solo alle pensioni degli altri”.

“Il lungo processo di riforma della previdenza, cominciato negli anni Ottanta e incentrato sulla riforma Dini, ha prodotto cospicui risparmi e un andamento della spesa molto più virtuoso. Noi comunque chiediamo al nuovo governo alcuni interventi da attuare il prima possibile” sottolinea Miniati. “In primo luogo – osserva Miniati - si dovranno studiare le modalità più adeguate per rivalutare le pensioni, perché sono milioni i pensionati che negli ultimi anni hanno perso potere d’acquisto e vivono oggi in condizioni di difficoltà. In secondo luogo, si dovrà definitivamente avviare la previdenza complementare, anche per garantire un futuro previdenziale ai giovani, oggi fortemente penalizzati. Infine, si dovrà finalmente realizzare la piena separazione tra previdenza e assistenza e portare a compimento la riclassificazione della spesa pensionistica e previdenziale, con una attenzione particolare ai criteri per la comparabilità dei dati tra i diversi Paesi dell’Unione europea. Si deve, infatti – puntualizza - fare finalmente chiarezza sui nostri conti, caratterizzati da una spesa pensionistico previdenziale che comprende molte voci che pensionistico previdenziali non sono e da una spesa assistenziale statisticamente sottovalutata rispetto alle risorse effettivamente erogate a tal fine, ma non classificate come tali”. “Solo così – conclude Mniati – avrà termine, speriamo, il tormentone sulla nostra spesa previdenziale eccessiva”. (Inform)


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