SINDACATI
Silvano Miniati (Uil Pensionati): “Spesa
previdenziale, sbagliato l’allarme della Corte dei Conti”
ROMA - “Le prese di posizione della Corte dei Conti non
costituiscono certo un elemento di novità”. Lo ha dichiarato Silvano Miniati,
segretario generale della Uil Pensionati, giudicando sbagliato l’allarme della
magistratura contabile, che ha trasmesso un rapporto sulla spesa previdenziale
al Parlamento.
Per
“Siamo da tempo ossessionati – commenta Miniati – dal
ritornello sulla spesa previdenziale fuori controllo e da una diffusa colpevolizzazione
degli anziani, rei di vivere troppo a lungo, mettendo in crisi i conti dello
Stato”. E “ai magistrati, ai deputati,
ai senatori che intendono d’ora in avanti proporci interventi sulla previdenza”
“Successivamente – prosegue Miniati - , potremo affrontare
il confronto con serenità, al riparo del sospetto che magistrati e parlamentari
quando parlano di spesa previdenziale da ridurre pensano solo alle pensioni
degli altri”.
“Il lungo processo di riforma della previdenza, cominciato
negli anni Ottanta e incentrato sulla riforma Dini, ha prodotto cospicui risparmi
e un andamento della spesa molto più virtuoso. Noi comunque chiediamo al nuovo
governo alcuni interventi da attuare il prima possibile” sottolinea Miniati.
“In primo luogo – osserva Miniati - si dovranno studiare le modalità più adeguate
per rivalutare le pensioni, perché sono milioni i pensionati che negli ultimi
anni hanno perso potere d’acquisto e vivono oggi in condizioni di difficoltà.
In secondo luogo, si dovrà definitivamente avviare la previdenza complementare,
anche per garantire un futuro previdenziale ai giovani, oggi fortemente penalizzati.
Infine, si dovrà finalmente realizzare la piena separazione tra previdenza e
assistenza e portare a compimento la riclassificazione della spesa pensionistica
e previdenziale, con una attenzione particolare ai criteri per la comparabilità
dei dati tra i diversi Paesi dell’Unione europea. Si deve, infatti – puntualizza
- fare finalmente chiarezza sui nostri conti, caratterizzati da una spesa pensionistico
previdenziale che comprende molte voci che pensionistico previdenziali non sono
e da una spesa assistenziale statisticamente sottovalutata rispetto alle risorse
effettivamente erogate a tal fine, ma non classificate come tali”. “Solo così
– conclude Mniati – avrà termine, speriamo, il tormentone sulla nostra spesa
previdenziale eccessiva”. (Inform)