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Approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo bilaterale tra Italia e Bosnia ed Erzegovina

SENATO DELLA REPUBBLICA 

L’intesa, illustrata in Aula dal relatore Tony Chike Iwobi, intende ampliare e facilitare l’applicazione della Convenzione europea di estradizione

 

ROMA – È stato approvato dal Senato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo bilaterale tra Italia e Bosnia ed Erzegovina aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, inteso ad ampliarne e facilitarne l’applicazione, fatto a Roma il 19 giugno 2015.

Ad illustrare il testo, già approvato dalla Camera dei Deputati, il relatore Tony Chike Iwobi, che ha ricordato in premessa come un disegno di legge analogo fosse stato già approvato alla Camera nel dicembre del 2017, senza poter concludere però l’iter parlamentare per via della conclusione della legislatura. “Scopo dell’intesa – precisa il relatore – è quello di ampliare e facilitare l’applicazione della Convenzione europea di estradizione tra i due Paesi, promuovendo una migliore cooperazione nel quadro dei rapporti bilaterali in materia, stabilendo la possibilità di estradizione e transito dei propri cittadini nonché di esecuzione della pena nel Paese di origine, tenendo conto dell’importanza della lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e ad altri reati gravi, nonché della necessità di una cooperazione efficace in tali settori”. Si rileva quindi come il provvedimento costituisca “un significativo avanzamento dei rapporti bilaterali nel campo della cooperazione giudiziaria penale, in particolare per effetto dell’esplicita previsione della facoltà di estradizione dei cittadini, sinora rifiutata dalla Bosnia-Erzegovina”. Gli oneri economici – aggiunge Iwobi – sono valutati in “poco più di 8.700 euro annui a decorrere dall’anno 2018 per le spese di missione, e in ulteriori 5.000 euro annui ascrivibili essenzialmente a spese di traduzione degli atti”.

L’Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l’ordinamento comunitario e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese.

Sottoposto a votazione, il provvedimento viene approvato dall’Aula. (Inform)

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