direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvato dall’Aula l’Ordine del Giorno sulla conservazione della memoria storica negli Usa di Cristoforo Colombo

SENATO DELLA REPUBBLICA

Chiesto al Governo l’impegno a predisporre iniziative volte a tutelare l’integrità dei monumenti dedicati a personaggi illustri italiani e a rappresentare il valore altamente simbolico che il ‘Columbus day’ riveste per le comunità italo-americane

Giro: “Colombo è il simbolo delle nostre collettività americane all’estero… Oggi siamo più coscienti del fatto che occorre rispettare tutti e stimare la cultura di tutti, più incontro che scontro, ma la storia non si cancella buttando giù statue e ricordi”

 

ROMA – L’Aula del Senato ha approvato ieri l’Ordine del giorno Giovanardi sulle recenti polemiche relative ai monumenti commemorativi di Cristoforo Colombo negli Usa. Il sì del Senato è giunto dopo il ritiro delle mozioni n. 827, 833 e 834 presentate sul tema da senatori di varie forze politiche. L’Ordine del giorno, alla luce dell’acceso dibattito che si è sviluppato negli Stati Uniti sulla conservazione della memoria storica che ha prodotto anche iniziative iconoclaste contro state raffiguranti personalità italiane legate alla storia americana e tra queste in particolare Cristoforo Colombo,  impegna il governo  “a predisporre le iniziative ritenute più idonee a rappresentare, a sostegno delle comunità italiane presenti negli Stati Uniti e dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero, nelle opportune sedi il valore altamente simbolico che il ‘Columbus day’ riveste per le comunità italo-americane, sia a livello federale che a livello municipale, anche quale riconoscimento al contributo dei nostri connazionali allo sviluppo degli Stati Uniti e segno tangibile della profonda amicizia tra i nostri due Paesi”;. Si chiede altresì all’esecutivo di attivarsi “affinché, nel rispetto delle norme nazionali vigenti, le competenti autorità statunitensi tutelino l’integrità dei monumenti dedicati a personaggi illustri italiani esistenti nel territorio degli Stati Uniti, tanto nelle effigi quanto nelle scritte commemorative che ne celebrano le imprese e le opere”. Chiesta anche al Governo un’azione volta “a favorire, mediante la propria rappresentanza diplomatica, una corretta lettura del significato e del valore che rappresentano per la storia del nostro Paese, e quindi per la comunità italo-americana, nonché per il legame democratico che ha sempre consentito il dialogo e l’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti, le figure storiche che hanno segnato, in modo dinamico, le diverse epoche e la vita dei popoli”. Sollecitate infine azioni finalizzate “a favorire, anche mediante iniziative da intraprendere in collaborazione con le comunità italo-americane, con i centri studi e le università, un approfondimento della figura di Cristoforo Colombo che ne recuperi, attraverso la conoscenza storica, l’integrità della memoria”.

Nell’Ordine del giorno si ricorda inoltre come le proteste contro Cristoforo Colombo siano scoppiate in vari Stati americani: “A Baltimora, in Maryland, una statua eretta nel 1792 – si legge nell’Odg – è stata distrutta a martellate. A Detroit, in Michigan, il monumento all’esploratore del 1910 è stato avvolto in un drappo nero. A Houston, in Texas, una statua donata alla città dalla comunità italo-americana nel 1992, nel cinquecentenario della scoperta delle Americhe, è stata imbrattata di vernice rosso sangue. Altre statue sono sotto accusa anche a Lancaster (Pennsylvania), a Columbus (Ohio) e a San José (California);  ad Oberlin, in Ohio, il Consiglio comunale ha approvato una risoluzione che abolisce il Columbus day, una festa nazionale degli Stati Uniti che, dal 1937, cade ogni secondo lunedì dì ottobre (quest’anno il 9). La stessa decisione, già adottata in Alaska, in Vermont, a Seattle, Albuquerque, San Francisco e Denver, è stata presa a Los Angeles sostituendola con la ‘indigenous and native people day’, ossia la ‘festa delle popolazioni indigene, aborigene e native’, vittime del genocidio”.

L’Odg segnala inoltre come nella città di New York, la presidente del consiglio comunale abbia proposto di eliminare la statua di Cristoforo Colombo eretta nel 1892 a Columbus circle, davanti all’ingresso principale di Central park e il  sindaco, Bill De Blasio  abbia nominato una commissione, affidandole il compito di individuare, in 90 giorni, quali debbano essere gli ‘standard universali’ per la commemorazione di figure storiche e quali statue e monumenti della città debbano essere eliminati in quanto possano istigare all’odio, alla divisione, al razzismo e all’antisemitismo. “ Quando i grandi personaggi con i propri simboli sono consegnati ai libri e alla storia – continua l’Ordine del giorno – a nulla serve rimuoverne i simboli, ma piuttosto serve alle nuove generazioni imparare dalla storia a non ripetere gli stessi errori; la comunità italo-americana statunitense si è mobilitata pacificamente per difendere la memoria di una figura significativa della sua storia e della storia americana, evidenziando il contributo positivo che le rappresentanze dei popoli europei presenti sul territorio americano hanno dato alla maturazione della democrazia, alla lotta contro ogni forma di discriminazione e all’integrazione culturale e sociale”.

Nel corso del dibattito in Aula ha preso la parla il vice ministro degli Esteri Mario Giro che , nell’esprimere parere favorevole sull’Odg, ha ricordato come il Columbus day abbia consolidato negli anni “il carattere di celebrazione dedicata alla collettività italoamericana negli Stati Uniti e il suo contributo nello sviluppo del Paese. Esso – ha aggiunto – si celebra con importanti manifestazioni, quali parate, cortei e discorsi pubblici, in grandi città come New York, San Francisco e Chicago, e vasta partecipazione popolare da parte di italoamericani e sostenitori dell’ italian way of life d’oltreoceano. Cristoforo Colombo  è divenuto, quindi, il primo, storico simbolo della progressiva integrazione e affermazione, dapprima dei nostri emigrati e, con il passare delle generazioni, di una comunità italiana sempre più presente anche a livelli apicali nella società, nella politica, nell’economia e nella cultura degli Stati Uniti d’America. Negli Usa – ha ricordato Giro – è in corso da alcuni anni un dibattito, alimentato da ambienti legati ai nativi americani, che mira all’abolizione del Columbus day, per sostituirlo con Giornate delle popolazioni native, alla luce di una rilettura della storia americana successiva al 1492, secondo il quale la spedizione di Colombo avrebbe assoggettato le popolazioni indigene, rendendole di fatto schiave e macchiandosi di gravi episodi di violazione dei diritti umani. Si tratta di un dibattito che interessa anche altri Stati del Continente americano… Tale dibattito si è elevato a livello nazionale, in particolare in queste ultime settimane, intrecciandosi con episodi di vandalismo nei confronti di statue dedicate a Colombo in diverse località degli Stati Uniti e legandosi a pagine ancora controverse della storia americana, su cui periodicamente si accende un serrato dibattito”.

Giro ha evidenziato come a fronte di questi avvenimenti si sia registrata una forte mobilitazione delle locali associazioni di italoamericani, come l’Order of sons of Italy o la National italian american foundation, così come la viva attenzione da parte dei rappresentanti eletti della collettività italiana residenti negli Stati Uniti, quali parlamentari, membri del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) e dei Comites. “Nel contesto di un quadro politico interno americano, – ha continuato il vice ministro – caratterizzato da posizioni eterogenee sul tema della memoria di Colombo, si inserisce la presa di posizione molto chiara e netta del Presidente degli Stati Uniti, espressa attraverso l’atto di proclamazione della festività, pubblicato venerdì scorso. Il Presidente Trump ha infatti voluto, da un lato, onorare la figura storica di Cristoforo Colombo e l’importanza delle sue imprese, sottolineando il coraggio e l’ambizione dell’esploratore, nonché l’impatto che la sua opera ha avuto per il corso della storia e per lo sviluppo degli Stati Uniti d’America. Allo stesso tempo, però, il Presidente ha voluto mettere al centro del proprio messaggio i sentimenti di stima, apprezzamento e amicizia nei confronti dell’Italia, patria di Colombo, definita ‘forte alleato e valoroso partner nella promozione della pace e della prosperità nel mondo’. Infine Trump ha ricordato il contributo vitale apportato dalla comunità italoamericana alla cultura, allo sviluppo economico e alla società degli Stati Uniti”.

Giro ha inoltre segnalato come le manifestazioni del 9 ottobre si siano svolte regolarmente nelle principali città americane, senza registrare significative manifestazioni di protesta. La sfilata di  New York è stata anche caratterizzata della presenza del sindaco De Blasio e del governatore Cuomo, accanto all’Ambasciatore d’Italia. Il vice ministro ha poi rilevato come la Farnesina abbia costantemente seguito con grande attenzione la questione sia attraverso le iniziative del ministro degli Esteri Alfano, sia  attraverso l’ambasciata d’Italia a Washington e l’estesa rete consolare italiana nel Paese, manifestando la propria vicinanza nei confronti delle comunità italo-americane e assicurando sostegno e partecipazione alle manifestazioni in onore di Cristoforo Colombo, che come ogni anno rappresentano un momento di festa per tutti coloro che si riconoscono nel richiamo culturale e sentimentale esercitato dall’italianità. Il vice ministro ha poi ricordato come la figura e l’impresa di Cristoforo Colombo siano state ripetutamente richiamate dall’ambasciatore italiano Armando Varricchio in occasione di diversi interventi pubblici come, ad esempio, durante il ricevimento ospitato dal sindaco di New York in occasione della giornata del patrimonio culturale italiano o nell’evento organizzato per la celebrazione dell’identità italo-americana, nei giorni che hanno preceduto la proclamazione ufficiale del Columbus Day da parte di Donald Trump.

“L’impegno comune delle istituzioni italiane e delle associazioni di italo-americani – ha aggiunto Giro – è quindi quello di sensibilizzare, nei modi e secondo le circostanze più appropriate, sia le istanze di Governo che la società civile statunitense sul profondo significato che in tutto il Paese le comunità italo-americane attribuiscono al Columbus Day, quale giorno di riconoscimento del contributo degli immigrati italiani allo sviluppo degli Stati Uniti e dell’amicizia tra i nostri due popoli”.

“Colombo – ha concluso Giro – è il simbolo delle nostre collettività americane all’estero; molto più sentito, dobbiamo dirlo,  all’estero che in Patria. Anzi, in Europa ancora si discute se fosse italiano o spagnolo. Per gli italoamericani rappresenta il precursore, il primo tra loro a sbarcare su quelle coste, ma loro non pensano come lui. Come tutti gli americani di oggi, sono sensibili ai diritti delle minoranze, e anche gli italoamericani subirono gli effetti di un incontro difficile con gli Stati Uniti della loro epoca. Oggi sono riconosciuti come una parte importante della comunità degli Stati Uniti, ma all’inizio,  lo sappiamo, fu difficile. Niente di paragonabile con ciò che accade agli amerindi, ma comunque difficile. È questo il portato di ogni mescolanza, scontro e incontro insieme. Oggi siamo tutti più coscienti del fatto che occorre rispettare tutti e stimare la cultura di tutti, più incontro che scontro, ma la storia non si cancella buttando giù statue e ricordi. C’è stata un’epoca in cui gli europei credevano di essere superiori a tutti gli esseri umani; oggi non più. C’è stato un tempo in cui pensavano che la schiavitù fosse giusta; oggi non più. È il frutto di quell’incontro durato secoli e millenni. Tra le sofferenze si costruisce l’unità emotiva e giuridica dell’essere umano. La storia non è tema da tribunali, ma di coscienza comune sempre in divenire”. (Inform)

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