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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvato dall’Aula il Decreto sicurezza

SENATO DELLA REPUBBLICA

L’intervento di  Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide). Respinti due suoi emendamenti per il riacquisto della cittadinanza italiana per i residenti all’estero

ROMA – Francesco Giacobbe, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha espresso in Aula la sua contrarietà al decreto sicurezza, in questo momento al vaglio di Palazzo Madama, lamentando in particolare il rigetto di due emendamenti da lui proposti al testo. “Mi chiedo in questi momenti come avrebbero reagito i milioni di italiani che emigrarono e continuano ad emigrare in tutto il mondo alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore, se nei Paesi in cui si recavano avessero trovato una legge simile a quella che stiamo discutendo – ha affermato Giacobbe. I due emendamenti di cui l’esponente democratico si era fatto promotore e firmatario riguardavano il tema della cittadinanza italiana: uno – si legge nella nota diffusa da Giacobbe in proposito – recava la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana – per i due anni successivi all’entrata in vigore della legge – per gli italiani residenti all’estero che l’hanno persa prima del 1992; il secondo era una risposta all’esigenza di piena parità agli effetti normativi sulla cittadinanza tra uomo e donna, e in particolare, nei confronti di quelle donne che, emigrate all’estero nel secolo scorso, sono state private della cittadinanza per se stesse e per i propri figli, per effetto di una norma della legge sulla cittadinanza italiana che risale al 1912.

“Purtroppo questa maggioranza è rimasta sorda a questa iniziativa; in fondo – spiega Giacobbe – si mirava a risolvere una situazione ingiusta nei confronti di quanti nati in Italia hanno perso la cittadinanza e non sono riusciti a riottenerla nel 1992”, “una platea di persone residuale e di età avanzata – precisa il senatore, rilevando inoltre come la norma “non configurava nessun aggravio di spesa”.

“Credo che chiudere le porte a chi fugge dalla fame, dalla guerra, dalla persecuzione, incoraggia le divisioni sociali anziché promuovere l’integrazione, individua nella paura della differenza, nella paura della diversità i problemi della sicurezza nel nostro Paese. É compito nostro e di tutta la classe dirigente – rileva l’esponente democratico – incoraggiare e invitare la comunità alla tolleranza. Inoltre l’approvazione degli emendamenti era un segnale forte per i nostri concittadini all’estero”.

“Siamo i primi ambasciatori non pagati del made in Italy abbiamo un grande potenziale nel mondo ed è per questo che penso e credo che sia un dovere per l’Italia riconoscere la cittadinanza a quanti hanno reso e continuano a rendere il nostro Paese grande nel mondo – ha concluso Giacobbe. (Inform)

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