direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvata dall’Assemblea l’introduzione alla proposta di riforma dei Comites e del Cgie sulla necessità di mantenere i primi due livelli nella rappresentanza degli italiani all’estero

CGIE

Approvata dall’Assemblea l’introduzione alla proposta di riforma dei Comites e del Cgie sulla necessità di mantenere i primi due livelli nella rappresentanza degli italiani all’estero

Presto la bozza di riforma sara trasformata in un articolato

 

ROMA – “Introduzione alla proposta di riforma dei Comites e del Cgie. Perché è necessario mantenere i primi due livelli nella rappresentanza degli Italiani all’estero”. Questo è il titolo del documento presentato dal vice segretario generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei, Silvana Mangione, e allegato al testo di bozza della proposta di riforma degli organi di rappresentanza, che l’Assemblea Plenaria del Cgie ha approvato con una modifica.  

“Ieri -.ha spiegato la Mangione – abbiamo raccolto tutte le integrazioni e i suggerimenti che sono venuti da questa Assemblea,  mancava una chiara segnalazione del perché devono esistere il Cgie e i Comites, quindi abbiamo aggiunto mezza paginetta nella quale si sono affrontati anche i due nodi che, in base alle dichiarazioni di ieri, ci preoccupavano: il primo la capillarità della presenza dei Comites (restano 3000 iscritti all’Aire per avere un Comites) il secondo, la permanenza dei consiglieri di nomina governativa”. Riportiamo di seguito il testo del documento:   

“Comitati degli italiani all’estero: rappresentano territorialmente nelle circoscrizioni consolari sparse per il mondo le esigenze, lo sviluppo, l’integrazione e l’interazione fra l’emigrazione tradizionale, gli italo- discendenti e la nuova emigrazione. Sono quindi il livello di rappresentanza di base anche nelle relazioni con le autorità locali, nel rispetto delle norme del diritto internazionale e dei rapporti fra Stati. Senza questo primo momento di rappresentanza diretta verrebbe a cessare la possibilità di raccogliere tutte le istanze di interesse per le comunità e di supporto al Sistema Paese.

Visto quanto sopra è necessario garantire la capillarità della presenza dei Comites ed è quindi fondamentale che il numero minimo di iscritti all’AIRE – Anagrafe degli italiani Residenti all’Estero – per la costituzione di un Comites, rimanga a 3000 e l’elezione dei componenti avvenga a suffragio universale. 

Consiglio Generale degli Italiani all’Estero: organismo di rappresentanza intermedia prima di tutto fra i Comites e i parlamentari eletti all’estero, con la funzione di sintesi generale di tutte le istanze e le proposte che provengono dal mondo e devono essere ricondotte ad unitarietà per meglio trovare le soluzioni idonee a risolvere problemi che attengono a tutti gli italiani all’estero. Organismo di rappresentanza anche nei rapporti con il Governo, il Parlamento, le Regioni e tutti gli organismi che pongono in essere politiche con ricadute sugli italiani all’estero e il loro rapporto con l’Italia.

Per questa ragione si ritiene importante che nella composizione del Cgie rimanga la componente di nomina governativa in rappresentanza di realtà da definire e pertanto che l’elezione dei Consiglieri del Cgie che rappresentano le comunità estere rimanga di secondo grado. Per quanto riguarda i rispettivi compiti e funzioni si rinvia all’allegato propositivo”.

“L’allegato propositivo – ha detto la Mangione –  fa riferimento a tutti i documenti che sono scaturiti dal dibattito di questi giorni. Se questo l’iter sarà accettabile nel giro di pochissimo tempo arriverà anche l’articolato”

Durante il dibattito il consigliere Paolo Brullo (Germania) ha chiesto di mettere a votazione una mozione in cui si chiedeva di conservare nel Cgie i consiglieri di nomina governativa, ma senza diritto di voto. Contro questa proposta si è schierata anche la Magione, che ha rilevato come questi consiglieri consentano un dialogo continuo per la loro vicinanza alle istituzioni. Il consigliere Lombardi (Italia) , ha ricordato come da decenni sia comprovata l’utilità della componente di nomina governativa del Cgie e ha chiesto lo stralcio dal documento della frase “in rappresentanza di realtà da definire”. Dopo altri interventi di vari consiglieri Brullo ha ritirato la sua mozione. Da segnalare anche le parole del deputato del Pd Marco Fedi , eletto nella Ripartizione Africa, Asia, Oceania, , che ha auspicato la realizzazione per la riforma degli organi di rappresentanza di una proposta unitaria, con pari dignità per tutti, e di un chiaro articolato da mettere al centro di incontri con tutti i gruppi in parlamento. “Se infatti l’obiettivo- ha spiegato Fedi – è quello di concludere  l’iter in questa Legislatura, l’unica possibilità appare l’esame in sede legislativa, con un unico passaggio in Commissione”. Al termine della sessione  è stata confermata l’introduzione nel documento dello stralcio delle parole “in rappresentanza di realtà da definire”. Il testo così modificato è stato infine approvato. (Nicoletta Di Benedetto/ Inform)

Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes