direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Annus horribilis, ma non mancano le luci della speranza

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti

 

BUENOS AIRES – Annus horribilis è un’espressione molto nota, abbastanza usurata dall’eccesso di uso nel linguaggio giornalistico, e anche noi l’abbiamo utilizzata qualche tempo fa, per descrivere il 2001.

Tredici anni dopo, sono tanti i motivi per tornare a utilizzare quell’espressione. Si pensi alle stragi di ogni tipo che si compiono in un mondo che sembra non essere mai sazio della sua sete di violenza. Si pensi alle guerre in atto perfino in Europa (ad esempio in Ucraina), ma soprattutto in Medio Oriente, Asia e Africa, alle persecuzione di cristiani e persone di altre fedi, specialmente ad opera di gruppi che si dicono musulmani o di sette dell’India. Ma anche alle violenze scatenate dai cartelli della droga nell’America latina, un dramma vissuto specialmente dal Messico (e prima dalla Colombia), che quest’anno è stato riconosciuto come un flagello che inizia a colpire anche l’Argentina.

Si pensi ai drammi di milioni di rifugiati e migranti, migliaia dei quali, aggrappandosi a vere e proprie zattere della disperazione, cercano di afferrare il benessere o almeno una vita dignitosa nella fortezza occidentale, cioè in Europa, nell’America settentrionale o in qualche isola prospera in altri continenti. A migliaia muoiono e il numero non è più alto grazie agli interventi di paesi come l’Italia che, checché se ne dica, svolge, pur nei limiti imposti dalle sue possibilità, una straordinaria opera di solidarietà nei confronti di tanti disperati che cercano di arrivare in Italia attraversando il Mediterraneo su mezzi di fortuna, vittime tra l’altro, dei nuovi mercanti di schiavi.

E poi ancora l’economia, ormai condizionante di quasi ogni scelta pubblica e privata.

Una degenerazione diventata cancro e sistema, che porta il mondo, i paesi, le società, allo scontro e alle disuguaglianze sempre più marcate, a un divario tra chi ne ha tanto e chi non ha nemmeno il minimo per vivere dignitosamente, non solo – da tempo – nei paesi sottosviluppati, ma anche nelle società tradizionalmente all’avanguardia nell’economia, nei diritti politici e sociali, nella cultura.

Ci sarebbero tanti altri esempi di questo stato di cose, e delle manifestazioni di queste deformità, tutte per confermare la bruttezza dei 365 giorni che stanno per passare alla storia sotto al numero 2014.

Ma ci sono anche manifestazioni di speranza, luci, anche tenui, che comunque illuminano il futuro. Perché se ci sono guerre, ci sono anche gli operatori di pace, quelli che raggiungono le terre martoriate dalle bombe, per portare aiuti e conforto. E se ci sono persecuzioni, c’è un Papa che esprime vicinanza ai perseguitati, di ogni fede, e offre la mano della pace a tutti, senza smettere di fare pulizia sul marcio che trova in casa sua. E se ci sono i baroni della droga e delle grandi mafie internazionali e della corruzione, ci sono anche giudici, giornalisti, investigatori e testimoni coraggiosi. E – come dicevamo sopra – se ci sono migliaia di profughi e migranti disperati, ci sono paesi come l’Italia che presta il suo servizio solidale per salvarli.

E poi c’è l’annus horribilis per la nostra comunità, con almeno due grandi temi, scattati da decisioni del governo argentino, che hanno portato a divisioni fra noi: il monumento a Cristoforo Colombo e i pagamenti delle pensioni italiane che continuano ad essere pagate in pesos ad un cambio, che minimamente può essere definito arbitrario. Certo, sono due problemi cominciati l’anno scorso, ma che, purtroppo, quest’anno sono rimasti alla ribalta. Poi c’è la questione delle elezioni per il rinnovo dei Comites. Nel giornale d’oggi avremmo dovuto parlare dei risultati, ma sono state rinviare ad aprile, per consentire un tempo supplementare ai cittadini che non si sono ancora iscritti all’albo elettorale.

Infatti, il sistema è stato cambiato e ora per votare bisogna prima iscriversi per poi poter ricevere il plico elettorale. Al di la della validità del cambiamento, a Roma non hanno ritenuto necessario fare una campagna d’informazione per mettere la gente al corrente del cambiamento, per cui poi si è dovuto correre ai ripari. Non sarà sufficiente, ma ci resta la magra consolazione di sapere che, comunque, la comunità italiana in Argentina continua ad essere non solo la più numerosa, ma quella che partecipa di più, anche quando non mancano i motivi che portano a disaffezione.

Non tutto male quindi, e qualche luce di la e di qua, per illuminare un cammino che, altrimenti, sarebbe completamente buio.

Motivi di speranza anche per la nostra TRIBUNA ITALIANA che, nonostante i gravi problemi che ci hanno colpito quest’anno, abbiamo sentito la solidarietà dei nostri amici lettori e abbonati, verso i quali rinnoviamo il nostro impegno di continuare a informare, così come, con la gratitudine, ci permettiamo di rinnovare l’invito a continuare a sostenerci, ribadendo le nostre intenzioni di fare sempre di più della TRIBUNA ITALIANA, un giornale si identifichino tutti quanti si sentono in qualche modo legati all’Italia o all’eredità italiana.

Buon anno a tutti. Serenità e prosperità per il 2015 è l’augurio di quanti facciamo TRIBUNA ITALIANA.

Arrivederci al 14 gennaio dell’anno prossimo. (Marco Basti – Tribuna Italiana /Inform)

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