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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Angela Schirò (Pd) : “I provvedimenti adottati escludono implicitamente ed ingiustamente i nostri emigrati”

CAMERA DEI DEPUTATI

Discussione in Aula sul disegno di legge in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni

ROMA –  In occasione della discussione alla Camera sulle linee generali del disegno di legge in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, la deputata del Pd Angela Schirò (eletta nella circoscrizione Estero-ripartizione Europa) è intervenuta in Aula. L’on Schirò, ha messo in risalto l’importanza che questa presenza così rilevante di cittadini italiani nel mondo rappresenta per il nostro Paese ma ha anche segnalato quelle che ha definito “dimenticanze” del Governo italiano. Per la deputata “esempio emblematico di queste dimenticanze è proprio il Decreto su Reddito e Pensione di cittadinanza”.

Nel suo intervento Schirò ha sì riconosciuto che “sono state introdotte misure importanti in materia di welfare, assistenza e previdenza con l’impiego di ingenti risorse per aiutare teoricamente le persone, i cittadini italiani ma non solo, che vivono difficoltà economiche ed esistenziali” , ma non ha mancato di rilevare come , tuttavia, sia “mancata la sensibilità di capire che alcune di queste misure avrebbero potuto sostenere e tutelare anche i nostri connazionali emigrati, soprattutto i giovani costretti ad andarsene all’estero”.

“I provvedimenti adottati escludono implicitamente ed ingiustamente i nostri emigrati”, ha rimarcato la deputata della circoscrizione Estero. “E’ irragionevole, per esempio – ha proseguito – , applicare il vincolo dei due anni di residenza continuativa al momento della presentazione della domanda anche ai nostri giovani lavoratori andati all’estero per trovare la fortuna e il lavoro che non hanno trovato in Italia. Infatti questi giovani, se – ha fatto osservare Schirò – dovessero decidere di rientrare in Italia dopo uno sfortunato tentativo di ricerca di lavoro all’estero o comunque dopo una esperienza negativa all’estero, non potrebbero usufruire del reddito di cittadinanza, ancorché avendone diritto perché privi di reddito, solo perché non fanno valere i due anni di residenza in Italia avendo vissuto gli ultimi anni all’estero. Vorrei ribadire – ha aggiunto – che, soprattutto per loro, avrebbe potuto rappresentare l’occasione per accedere al percorso di immissione o reimmissione al lavoro e, quindi, per riaprire prospettive di futuro nel nostro Paese. Abbiamo cercato di correggere questa evidente iniquità nei loro confronti con i nostri emendamenti, ma – ha rimarcato la deputata del Pd – Governo e Parlamento non hanno recepito il valore giuridico e solidale della nostra rivendicazione”. “Lo stesso  – ha continuato – dicasi degli anziani emigrati soprattutto in Paesi dell’America Latina i quali rientrano in Italia per motivi economici o umanitari (in molti fuggono dal Venezuela) e volessero richiedere la Pensione di cittadinanza: anch’essi non potranno far valere i due anni continuativi di residenza in Italia al momento della domanda”. (Inform)

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