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Angela Schirò (Pd) : Anticipo pensione per i lavoratori “precoci”: all’estero come si applica?

CAMERA DEI  DEPUTATI

La deputata ha presentato assieme al collega Massimo Ungaro una interrogazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

ROMA – Per avere “spiegazioni chiare e complete sull’applicabilità dell’anticipo pensionistico per i lavoratori “precoci” anche ai nostri connazionali residenti all’estero”, la deputata Angela Schirò ha presentato assieme al collega Massimo Ungaro (entrambi eletti nel Pd per la circoscrizione Estero-ripartizione Europa) una interrogazione a risposta scritta al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

“Una legge del 2017, infatti – ricorda l’on. Schirò – , ha introdotto la possibilità, per alcune categorie di lavoratori, di ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione invece di dover far valere, come prevede la normativa attuale, almeno 42 anni e 10 mesi di contribuzione da parte degli uomini e 41 anni e 10 mesi da parte delle donne.

Per essere considerato lavoratore “precoce” e quindi accedere al beneficio del pensionamento anticipato bisogna far valere almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del 19° anno di età e trovarsi in una delle seguenti condizioni (sintenticamente): essere disoccupato, assistere da almeno sei mesi il coniuge o un parente, essere invalido civile oppure aver svolto attività gravose e usuranti”.

Sottolinea Schirò  che “per aver diritto all’anticipo pensionistico con 41 anni di contributi, come ha recentemente spiegato il Presidente dell’INPS Tito Boeri, sono utili i periodi di lavoro all’estero riscattati (con riferimento al lavoro svolto in Paesi non convenzionati), ma soprattutto i periodi di lavoro effettivo svolto in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia”.

“Ma come possono i nostri connazionali residenti all’estero potenzialmente interessati al beneficio dimostrare di soddisfare le condizioni richieste? Con la nostra interrogazione – spiega Schirò –  abbiamo quindi richiesto al Ministero del Lavoro di emanare una circolare o comunque un provvedimento esplicativo e applicativo per i lavoratori residenti all’estero che chiarisca in maniera completa ed inequivocabile modalità e procedure per formulare domanda per il riconoscimento delle condizioni previste per l’accesso alla pensione anticipata con 41 anni di contribuzione, anche se cumulati con i periodi accreditati all’estero”. (Inform)

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