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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla fiera della piccola e media editoria di Roma il 9 dicembre le Edizioni Messaggero Padova presentano il libro “Sicurezza”

“PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI”

Il saggio di Mauro Cereghini e Michele Nardelli indaga sui significati di questa parola di grande attualità

PADOVA – Le Edizioni Messaggero Padova saranno presenti quest’anno a “Più libri più liberi”, la fiera della piccola e media editoria che si terrà a Roma dal 5 al 9 dicembre al Convention center La Nuvola. Domenica 9 dicembre, alle 11.30, in Sala Nettuno al Mezzanino (attigua alla Sala stampa), la casa editrice francescana di Padova presenterà il libro Sicurezza di Mauro Cereghini e Michele Nardelli. Con uno degli autori, Cereghini, dialogherà Enrico Fontana, direttore responsabile della rivista “La nuova ecologia”. A moderare l’incontro Alberto Vela della redazione di EMP.

Di stringente attualità, il saggio della collana Parole allo specchio invita a ripensare il significato della parola «sicurezza», un termine sempre più presente nel vocabolario della politica e dei mass media, e ne indaga il suo carattere polisemico e sfaccettato. In questo modo è possibile liberare questo lemma dallo stereotipo che l’associa alla difesa e all’esclusione, cogliendo invece la domanda intima e profonda che le soggiace: quella del prendersi cura.

L’idea di fondo è che occorra trasformare l’idea di sicurezza, passando dalla concezione di “difesa dagli altri”, richiamato spesso dall’immagine dello “scontro di civiltà”, a quella di “cura dello stare assieme”.

Nel Novecento, il secolo di Auschwitz, di due guerre mondiali con milioni di morti e della prima bomba atomica, la sicurezza non era così ossessiva come oggi. Partendo dal cosiddetto “paradosso delle inferriate” – le statistiche riportano un calo dei reati e, al contempo, l’aumento dell’insicurezza percepita – il volumetto propone un cambio di paradigma, un nuovo umanesimo capace di far propria la cultura del limite e la forza della nonviolenza. Il saggio mostra anche alcuni esempi concreti di come mettere in pratica un nuovo umanesimo, capace di riconsiderare i diritti in base alla loro esigibilità universale e di modificare i comportamenti verso la sobrietà nei consumi e la qualità nelle relazioni.

Si è diffuso in modo quasi virale, sotto pelle, un sentimento di precarietà esistenziale, come vivessimo una costante minaccia personale e di gruppo – si legge nella prefazione–. I dati indicano il progressivo calo dei reati in Italia, ma non lo si vede e si continua a chiedere più sicurezza, intesa come separazione dagli altri e dai diversi in una qualunque delle accezioni possibili. Si traduce la domanda di protezione in polizia e telecamere a difesa dei privilegi, quand’anche relativi, perché ci si vede in pericolo e circondati solo da potenziali nemici. Non che manchino motivi di preoccupazione reale verso il futuro. L’intrecciarsi di crisi finanziaria, ecologica, sociale, politica e morale porta grande incertezza nel vissuto quotidiano di ognuno. Ma è un’incertezza indipendente dall’incolumità fisica, ossia dal timore per il buio oltre la siepe che ci accomuna agli altri animali. È riconducibile semmai al venir meno dei fattori che, nella modernità, hanno garantito alla nostra parte di mondo benessere e supremazia. La fine del privilegio occidentale si è tradotta in crisi dello stato sociale, della sovranità nazionale e delle altre categorie novecentesche che fondavano il cosiddetto primo mondo, e tutto sommato anche il secondo. L’attuale insostenibilità negli stili di vita costringe tutti a fare i conti con l’interdipendenza e con il senso del limite, generando una percezione di insicurezza profonda. (Inform)

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