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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Camera dei Deputati il convegno “Italiani all’estero: intelligenze senza confini”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Il dibattito sulle eccellenze italiane nel mondo in ambito medico e ospedaliero

ROMA – Si è tenuto, dell’incontro “Italiani all’estero: intelligenze senza confini”, il panel dedicato alle eccellenze italiane nel mondo in ambito medico e ospedaliero. Ha moderato il dibattito Laura Aprati, gioralista Rai. E’ intervenuta per portare i propri saluti la Sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che ha invitato i presenti a mandare proposte e spunti di riflessione. “Il lavoro da fare – ha esordito Zampa – è molto e la macchina organizzativa deve ancora mettersi in moto; tuttavia c’è l’impegno a fare bene che è la priorità. Il tema che affrontiamo oggi è di grande rilievo e attualità. L’emigrazione è un fenomeno complesso e allo stesso modo lo è il genio: esso non ha confini così come non ne ha la cultura. Pensiamo a un Leonardo Da Vinci, tanto per fare un esempio. Non c’è un angolo della terra dove non si trovi un italiano di successo. Chi resta qui non può che sentirsi onorato di chi ce la fa all’estero. E’ altrettanto vero che un Paese saggio dovrebbe offrire ai suoi giovani l’opportunità di passare un periodo di studio proprio all’estero e senza escludere nessuno; allo stesso modo non si dovrebbe costringere alcuno a partire per mancanza di opportunità. Occorre inoltre creare le condizioni per il rientro, così da mettere a frutto quello che si è appreso”, ha spiegato Zampa.

Maria Cristina Polidori, Specialista in Medicina dell’Invecchiamento del Policlinico universitario di Colonia, ha parlato della carenza dei medici in Italia. “In Italia c’è carenza di medici: stando a quanto riportano i media esteri. Non è comprensibile il fatto che abbiamo carenze fondamentali nel sistema”, ha affermato Polidori che ha poi parlato di medici, che vivono e lavorano in America, che si stanno riunendo per affrontare il problema della mancanza di personale sanitario in Italia. “Ci sono medici americani che s’interessano della situazione italiana: sembra un paradosso, ma è così”, ha aggiunto Polidori. Federico Caobelli, Specialista in Medicina Nucleare e Capoclinica diagnostica cardiovascolare dell’Ospedale universitario di Basilea, ha testimoniato l’opportunità avuta in Germania. “Non sono scappato dall’Italia ma in Germania ho avuto l’opportunità di una prospettiva di crescita professionale; tutto questo mentre in Italia sarei rimasto invischiato nella routine. In Germania ho avuto modo di pubblicare testi scientifici, ossia di specializzarmi e di vedere gratificato il mio lavoro. In Germania, in buona sostanza, ho avuto l’impressione di contare qualcosa: qui il mio lavoro era importante e finalmente valorizzato”, ha spiegato Caobelli parlando anche dell’attuale esperienza in Svizzera. “In Svizzera la prospettiva di carriera che mi è stata offerta è molto vantaggiosa. Mi sono domandato quindi se, rimanendo in Italia, avrei mai potuto raggiungere tutti questi obiettivi”, ha aggiunto Caobelli.

Luisa Mantovani, Direttrice divisione oncologia ed ematologia dell’Ospedale San Georg di Lipsia, ha messo in guardia sugli ostacoli che si incontrano all’estero dove non è tutto Eldorado. “Indubbiamente in alcune situazioni all’estero è più semplice, ma ci sono a volte molti ostacoli da superare prima di arrivare al successo. A Lipsia abbiamo vissuto l’epoca successiva alla caduta del Muro di Berlino come una svolta epocale. La formazione ricevuta in Italia negli anni di studio è stata sicuramente per me fondamentale…La mancanza di meritocrazia è proprio quello che mi impedisce di poter anche solo pensare di tornare in Italia”, ha spiegato Mantovani. Giosia Saverio, Chirurgo generale presso l’ASL di Teramo: “Non ho fatto grandi cose all’estero, ma sono da molti anni nel settore e mi sono fatto un’idea di come vanno le cose nel nostro Paese. Troppi medici italiani non si muovono: vuoi perché hanno famiglia o perché non hanno ambizione, magari anche perché è più facile fare gli impiegati delle ASL invece che fare sacrifici all’estero. Dall’altra parte ci sono quelli che in Italia non verranno mai, perché purtroppo il nostro non è un sistema attrattivo”, ha lamentato Saverio. Laura Surace, Ricercatrice in Immunologia all’Istituto Pasteur di Parigi, che ha lasciato la sua Reggio Calabria a soli 17 anni per andare a studiare a Pavia. “Da lì sono andata all’estero, ma non per fuggire: solo per fare esperienza pratica. Sono stata formata nel mio ambito di ricerca senza troppi problemi”, ha raccontato Surace ricordando come quest’anno il Maeci, con la Commissione VII del Cgie, abbia organizzato il seminario di Palermo. “Con il loro supporto, sono stati fatti partire vari progetti a costo zero. Ho partecipato anche io nella rappresentanza giovanile e nella rete dei ricercatori italiani”, ha aggiunto Surace. Giuseppe Preziosi, Chirurgo generale al Margarete Hospital di Londra, ha chiuso il panel parlando della sua formazione avvenuta completamente in Inghilterra. “Conosco l’appeal dei medici italiani che vengono a lavorare nel Regno Unito. In Italia non ci sono molte posizioni apicali disponibili poiché il sistema è piuttosto piramidale; in Inghilterra le cose sono diverse. La Brexit sta complicando non po’ le cose, ma le porte per gli italiani saranno sempre aperte”, ha commentato Preziosi. (Simone Sperduto/Inform)

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