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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alfano: “Siamo fiduciosi nella capacità del Libano”

RASSEGNA STAMPA

Intervista rilasciata dal ministro degli Esteri al quotidiano di Beirut “An Nahar”

 

  1. Quali sono gli obiettivi della Sua prossima visita a Beirut proprio in questo momento?

Con la mia visita in Libano porto la mia personale testimonianza del sostegno e della vicinanza dell’ Italia e degli italiani alle istituzioni e al popolo libanesi con i quali siamo legati da relazioni di amicizia solidissime fondate su radici storiche e culturali comuni. Per il Governo italiano il Libano è un esempio di come il pluralismo e il dialogo politico pur tra molte difficoltà possano contribuire alla stabilità in una regione afflitta da crisi e conflitti l’ Italia è sempre stata vicina al Libano in tutti i momenti più delicati della sua storia e a maggior ragione vuole esserlo adesso in una fase così importante per il consolidamento del processo politico e istituzionale nel Paese Il dialogo politico tra i nostri due Paesi è sostenuto da una solida cooperazione Il nostro contingente militare è presente nel sud del Libano dal 1978 offriamo specifica assistenza bilaterale alle Forze Armate e cooperiamo con le Forze di Sicurezza dello Stato affinché possano far fronte alle numerose sfide che le vedono impegnate in questo momento Abbiamo intensi scambi culturali e cooperiamo per il reciproco sviluppo economico e industriale

  1. Lei si reca a Beirut in un momento in cui si profila in Libano una crisi politica a causa delle elezioni parlamentari che sembra non si svolgeranno entro la scadenza prevista. Avrà un messaggio ben definito da trasmettere ai responsabili libanesi soprattutto visto che l’ Unione Europea ha già espresso la sua preoccupazione in merito?

La stabilità del Libano rappresenta per l’ Italia una priorità. E questa stabilità passa per la solidità delle istituzioni affinché possano guidare il Paese e definire le scelte politiche Sosteniamo l’ accordo che le forze politiche libanesi hanno saputo trovare dopo lunghi negoziati e che ha consentito l’ elezione del Presidente della Repubblica e la costituzione del Governo. Confido nella capacità del Libano di raggiungere un’ intesa politica che consenta di giungere alla prossima scadenza parlamentare con una chiara prospettiva per il futuro. Insieme ai partner della comunità internazionale che più hanno a cuore le sorti del Libano l’ Italia fa appello all’ unità e al senso di responsabilità collettiva delle forze politiche impegnate a raggiungere un accordo in materia elettorale.

  1. L’ Italia è tra i primi partner commerciali del Libano e di conseguenza si interessa alla situazione libanese. Come guarda alla situazione in Libano a sei mesi dall’ elezione del PdR? L’ Italia si sente a suo agio nel trattare con la nuova dirigenza libanese?

Da parte dell’ Italia vi è il massimo interesse al rafforzamento delle nostre relazioni bilaterali. Una rinnovata stabilità del Libano all’ indomani dell’ insediamento dei nuovi vertici istituzionali e nell’ auspicabile intesa tra forze politiche per la nuova legge elettorale può rappresentare anche per gli imprenditori italiani uno stimolo in più per guardare a questo Paese come a un partner importante non solo quale mercato di destinazione finale delle proprie merci che i libanesi apprezzano molto ma anche come piattaforma per lavorare insieme in joint venture con gli imprenditori libanesi in importanti mercati nella regione mediorientale e in Africa Siamo il primo partner commerciale europeo e il secondo mondiale e abbiamo tutto l’ interesse a consolidare questo importante rapporto.

  1. Lei sa che il Libano fa fronte a una delle crisi più pericolose quella di ospitare più di 1.5 milioni di rifugiati siriani. Nonostante tutti i cenni di solidarietà internazionale con il Libano l’ appoggio internazionale rimane molto limitato rispetto ai bisogni enormi generati dall’ alto numero di rifugiati. L’ Italia intende svolgere un ruolo per incrementare l’ aiuto europeo e internazionale al Libano?

La crisi dei rifugiati in Libano ci sta molto a cuore. Da italiani conosciamo bene cosa significhi mettere in salvo e accogliere sia pure in numero minore di quanto faccia il Libano le miglia di rifugiati che cercano salvezza e condizioni di vita migliori in Europa. Conosciamo l’ impegno che deriva dall’ accoglienza non solo il costo economico ma anche le possibili ripercussioni sul piano sociale e umanitario. Il Libano merita rispetto e sostegno per la generosità che sta dimostrando da cinque anni a questa parte nell’ accogliere quasi due milioni di rifugiati nonostante tutte le difficoltà che ciò comporta per il Paese le sue infrastrutture il suo sistema economico e i suoi equilibri sociali. L’ Unione Europea con il convinto sostegno dell’ Italia ha assunto un ruolo profilato attraverso la convocazione della Conferenza di Bruxelles lo scorso mese di aprile alla quale ho partecipato. In quella sede l’ UE nella persona dell’ AR Mogherini ha incoraggiato una risposta più coesa e fattiva da parte della comunità internazionale riuscendo a mobilitare ingenti risorse europee e non solo. L’ efficace intervento del PM Hariri a Bruxelles ha certamente contribuito a mantenere elevata l’ attenzione sulla difficile situazione del Libano. Questo Paese per noi è prioritario lo è stato finora e lo sarà negli anni a venire. L’ Italia non soltanto continuerà a devolvere una quota del proprio impegno finanziario per rispondere all’ emergenza umanitaria causata dalla guerra in Siria ma spera di poter attivare una collaborazione proficua col Governo libanese per interventi nel settore infrastrutturale.  Sul tema dei rifugiati mi preme ricordare che sarà necessario trovare una soluzione che consenta ai siriani di fare rientro nel loro Paese in condizioni di sicurezza e nel rispetto del diritto internazionale e al Libano di poter dedicare energie e risorse a un ritrovato percorso di prosperità e crescita. Questa soluzione passa sicuramente per una ricomposizione politica del conflitto in Siria alla quale la comunità internazionale proprio in queste settimane sta intensamente lavorando.

  1. II Libano appoggia il principio di stabilire zone sicure in Siria al fine di trasferirvi gradualmente i rifugiati siriani. Pensa che tale soluzione potrebbe vedere la luce? La appoggiate come italiani ed europei?

Guardiamo con interesse e speranza alle intese sottoscritte ad Astana siamo tuttavia consci del fatto che l’ attuazione delle stesse da parte delle parti belligeranti rappresenta il vero banco di prova. Molti aspetti concreti devono essere ancora chiariti altrimenti si rischia di fermarsi alle dichiarazioni di principio. I sei anni di conflitto hanno dimostrato che le dichiarazioni di principio non bastano occorrono accordi puntuali e attuabili insieme a gesti di distensione reciproca anche sotto il profilo umanitario. Questa è la sfida che oggi si pone alla Siria e alla comunità internazionale dobbiamo tutti adoperarci affinché la logica del dialogo possa installarsi nelle aree più calde del conflitto. E una premessa fondamentale alla quale l’ Italia sta lavorando nei fori multilaterali e nella fitta serie di incontri bilaterali per avviare un processo di transizione politica e per permettere il ritorno in sicurezza dei rifugiati.

  1. Come guarda agli sviluppi della crisi siriana che incidono direttamente sul Libano e sugli altri Paesi della Regione? Vede una soluzione politica a breve?

L’ Italia certamente appoggia tutte le soluzioni costruttive che possano favorire un accordo politico alla crisi siriana. Faccio solo una rapida menzione all’ eccellente lavoro fin qui profuso dall’ Inviato Speciale dell’ ONU Staffan de Mistura conoscitore di questa complessa area del mondo come i libanesi sanno bene. Mantengo un rapporto costante con de Mistura con cui mi intratterrò a colloquio tra due settimane a Roma. Anche in Consiglio di Sicurezza l’ Italia lavora in maniera accorta per promuovere la prospettiva di una soluzione politica incentrata sul dialogo. Riteniamo fondamentale l’ interlocuzione che gli Stati Uniti stanno instaurando con la Russia sul dossier siriano e auspichiamo che essa possa presto portare frutto. Bisogna lavorare per una soluzione politica Il G7 di cui l’ Italia è Presidente di turno ha dedicato una particolare attenzione crisi siriana durante la Ministeriale di Lucca associando alle discussioni anche alcuni importanti Paesi della regione. L approccio che ne è emerso e che potete trovare nelle Conclusioni della riunione G7 a Lucca è incentrato sulla ricerca di un engagement franco ma costruttivo della Russia sull’ importanza di facilitare una de escalation della violenza e sull’ obiettivo prioritario di una soluzione politica cui pervenire attraverso i negoziati di Ginevra sotto egida ONU e nel rispetto della Ris 2254. Il prossimo summit G7 a Taormina in Sicilia la prossima settimana sarà chiamato a confermare tale orientamento anche tenendo degli ultimi sviluppi nel dossier.

  1. 7. Vi è coordinamento tra l’ Italia e il Libano sul dossier del terrorismo?

Il terrorismo rappresenta una sfida comune alla quale i nostri Paesi sono chiamati. Conosciamo l’ impegno con il quale le forze di sicurezza stanno facendo fronte a questa minaccia che deriva dalla contiguità geografica con un area di crisi Proprio per questo l’ Italia sta offrendo la sua collaborazione su questo dossier sappiamo inoltre che anche l’ Unione Europea ha intenzione di rafforzare la cooperazione in questo campo tra il Libano e gli Stati membri. Da parte italiana confermo che vi è piena disponibilità ad approfondire gli ambiti di collaborazione con il Libano. Mi preme inoltre ricordare la formazione che le nostre Forze Armate offrono alle LAF in settori operativi altamente specialistici in diversi centri di addestramento in Libano. Il Governo e il Parlamento italiano per il quarto anno consecutivo hanno approvato fondi ad hoc per questa collaborazione bilaterale tra i nostri due Paesi allo scopo di aumentare la capacità del Libano di fronteggiare le sfide alla propria sicurezza. Il contributo addestrativo è rivolto a molteplici ambiti di collaborazione nel settore della sicurezza secondo le esigenze e le richieste delle Forze Armate Libanesi. Da parte nostra vi è certamente l’ auspicio che le LAF possano aumentare insieme a UNIFIL il proprio “footprint” nel sud del Libano per rinsaldare la presenza e l’ autorità dello Stato in un area altamente sensibile in linea con gli obiettivi della Ris 1701 e delle altre risoluzioni del CdS. (“An Nahar” del 18 maggio 2017)

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