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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Senato la presentazione dei lavori dell’incontro e dei progetti che i 115 delegati di Palermo intendono realizzare

CGIE

A due mesi dal seminario di Palermo per la creazione di una rete di giovani italiani nel mondo

Schiavone Cgie : “Spero che in futuro l’esperienza possa continuare, cercando di rendere operativo un percorso in tal senso già per l’anno prossimo”

ROMA – A poco più di due mesi dal Seminario di Palermo organizzato dal Cgie, dedicato ai giovani italiani all’estero e tenutosi dal 16 al 19 aprile, sono stati presentati alla Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato i progetti elaborati dai giovani partecipanti all’evento. L’obiettivo del Seminario era quello di creare una rete tra i giovani italiani nel mondo, dando così una prospettiva futura all’evento stesso che non si è concluso dunque nei quattro giorni di Palermo. E’ stata anche l’occasione per presentare il documentario, realizzato da Denny Biancardi, che ha raccolto le voci dei ragazzi partecipanti al Seminario: voci che hanno raccontato le proprie esperienze nel mondo e i progetti per il futuro. Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie, ha sottolineato l’importanza, anche simbolica, di aver organizzato il Seminario in una città come Palermo dove c’è una forte apertura alle tematiche legate alla mobilità, all’accoglienza e all’integrazione. “In realtà – ha affermato Schiavone – mi piace pensare che l’interazione possa arrivare addirittura prima dell’integrazione: è un bene parlare di libertà nella mobilità. Anche partire deve però essere un qualcosa da fare in piena libertà, senza dover essere costretti all’espatrio. Spero che in futuro l’esperienza possa continuare, cercando di rendere operativo un percorso in tal senso già per l’anno prossimo. Avete dimostrato in questo progetto – ha aggiunto Schiavone  riferendosi ai giovani – energie così forti che i vostri ideali e le vostre passioni, ne sono certo, non si fermeranno davanti alle difficoltà finanziarie”.

Maria Chiara Prodi, Presidente della Commissione VII del Cgie, responsabile dell’iniziativa, ha auspicato che Palermo possa diventare un patrimonio comune dell’intero Cgie ed anche una ricognizione per presentare la rappresentanza italiana all’estero agli appuntamenti del 2020 con energie nuove. “E’ stato un cammino lungo e complesso, partito dall’evidenza di dover rimettere al centro i giovani: una necessità per il Cgie, per i Comites e per le Consulte Regionali. Abbiamo portato avanti un progetto come quello del Seminario di Palermo nonostante la mancanza di fondi: i Comites e le Consulte Regionali hanno preso in carico le spese maggiori come quelle per il viaggio e per l’alloggio dei partecipanti”, ha ricordato Prodi ringraziando per il sostegno anche il Comune di Palermo, in particolare nella figura del Sindaco Leoluca Orlando, e la Regione Sicilia. “Tuttavia l’evento in sé non basta: occorre condividerne il senso e crearvi attorno una comunità quanto più ampia. Nei giorni del Seminario abbiamo formato dei ragazzi tra i 18 e i 35 anni con tecniche partecipative al fine di creare un coordinamento dinamico. I requisiti da noi richiesti – ha aggiunto Prodi – erano: avere la cittadinanza italiana e un’età compresa in quella appena specificata, ma soprattutto avere una grande motivazione. La selezione vera e propria, dei singoli ragazzi da inviare al Seminario, è stata lasciata ai Comites e alle Consulte Regionali. Oltre alla parità di genere ricordo che il 60% dei delegati rappresenta la vecchia emigrazione mentre il 40% le nuove emigrazioni. Da quei lavori è nata la Carta di Palermo”, ha sottolineato Prodi confidando nella prossima Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie e nelle elezioni per il rinnovo dei Comites.

Silvia Alciati, Vicepresidente della Commissione VII, ha spiegato l’iter che ha portato alla riuscita del Seminario di Palermo. “Sono stati contattati 107 Comites e invitati ad aderire al progetto; anche quelli che non hanno aderito hanno continuato a ricevere le nostre comunicazioni per mantenerli informati e invogliarli per una prossima occasione. Alla fine siamo riusciti a coinvolgere 45 Comites sul totale di 107. Hanno aderito anche 9 Regioni. 37 ragazzi provenivano dalle Regioni e 73 dai Comites: in totale hanno infatti partecipato fisicamente 110 giovani (58 ragazze e 52 ragazzi) benché il numero da noi prefissato fosse stato 115. Abbiamo coinvolto tutti i continenti e ben 22 Paesi. L’America Latina ha fatto da traino con 48 giovani; a seguire l’Europa con 28 presenze. In particolare si sono distinte l’Argentina con 20 partecipanti e il Brasile con 15; al terzo posto la Germania con 10, poi il Canada con 8 e l’Australia con 6. Una piacevole sorpresa sono stati i 3 ragazzi del Sudafrica e i 2 rappresentanti di Israele; ma anche i 4 del Guatemala e i 2 di Bolivia e Venezuela. Finora solo 15 ragazzi non hanno espresso delle proposte per progetti futuri”, ha rilevato Alciati.

Gaetano Calà, Segretario della Commissione VII, ha spiegato la volontà di celebrare questa seconda conferenza dei giovani a Palermo, dopo quella del 2008. Abbiamo pensato a Palermo perché è una città da sempre a vocazione multiculturale: lo stesso Sindaco Orlando ha adottato la Carta di Palermo che ha un forte valore politico sui diritti della mobilità e di soggiorno. La Sicilia ha perso tanti giovani ed era giusto portare i riflettori in quella parte d’Italia”, ha commentato Calà ringraziando anche il Presidente della Regione Nello Musumeci quale sostenitore dell’iniziativa. Eleonora Medda, componente della Commissione VII, ha parlato dei “giovani come un asset strategico per tutto il Cgie anche se il progetto è stato portato avanti dalla Commissione VII. I giovani – ha aggiunto Medda – vanno a comporre un tassello importante di questo grande puzzle nel quale abbiamo inserito anche il Seminario sulle donne e il Convegno sull’editoria; quindi all’orizzonte c’è la Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie”.

Di cosa trattano i progetti presentati dai ragazzi del Seminario di Palermo? Si tratta di iniziative che spaziano dall’analisi dei problemi dell’Italia e dei giovani italiani nel mondo al turismo di ritorno; si passa per la consapevolezza della necessità di un   network tra gli italiani nel mondo nonché per la volontà di creare una cultura italiana tra vecchia e nuova emigrazione; quindi i luoghi della rappresentanza dei giovani e la Carta dei Principi del Cittadino Mobile, come strumento per orientarsi all’interno della mobilità globale. Infine percorsi formativi, culturali e sportivi ma anche di supporto legale per gli italiani all’estero. Particolarmente meritevole di menzione è l’idea editoriale di raccogliere, in un libro o in un documentario, le storie degli italiani nel mondo. (Simone Sperduto/Inform)

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