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Al Senato la cerimonia ufficiale del Giorno del Ricordo

EVENTI

Nell’intervento del presidente Pietro Grasso la “commossa partecipazione e vicinanza ai sopravvissuti e ai famigliari delle vittime” di “una delle pagine più dolorose della nostra storia”

 

ROMA – Si è svolta venerdì scorso presso l’Aula del Senato la celebrazione ufficiale del “Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale” istituito con la Legge n. 92 del 2004.

Alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono intervenuti il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Federazione delle associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati, Antonio Ballarin, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e per il Governo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

Protagoniste della cerimonia le scuole, rappresentate da quelle che hanno partecipato al concorso nazionale “10 febbraio”, data in cui cade il Giorno del Ricordo, sul tema: “La fine della Grande Guerra e il Confine orientale”, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e dalle associazioni degli esuli.

Nel suo intervento Grasso ha espresso “commossa partecipazione e vicinanza ai sopravvissuti e ai famigliari delle vittime” di “una delle pagine più dolorose della nostra storia”, che “nonostante il passaggio inesorabile del tempo” resta “una ferita aperta per il nostro Paese”.

Il presidente ha sottolineato come conoscere e comprendere le vicende occorse al termine della  Seconda Guerra Mondiale, come “l’eccidio contro persone innocenti” e “l’odissea di migliaia di italiani che, per fuggire dalle persecuzioni e dalla privazione della libertà, furono costretti a un lacerante esodo verso luoghi dove furono trattati con sospetto e diffidenza”, significa “produrre gli anticorpi all’intolleranza, ai pregiudizi razziali, ai regimi dittatoriali, ai nazionalismi. Non possiamo prescindere – ha aggiunto – da un serio, paziente e scrupoloso approfondimento sul dramma che si consumò nelle terre istriane, fiumane e dalmate in quegli anni”.

“La storia – afferma Grasso – ci chiede di coltivare la sua memoria: come atto di giustizia nei confronti delle vittime e ammonimento perenne contro ogni persecuzione e offesa della dignità umana, un impegno che riguarda ciascuno di noi sia nella nostra dimensione di individui sia come parte di una comunità. Una memoria partecipata e consapevole del passato è capace di superare il risentimento e di aprirsi alla speranza, alla riconciliazione. Permette di non tradire quel cammino che dopo le atrocità delle guerre mondiali abbiamo intrapreso in nome della democrazia, della libertà e della pace. In questo lungo percorso le Istituzioni hanno il compito di trasmettere alle giovani generazioni – che hanno avuto la fortuna di non sperimentare sulla propria pelle quegli orrori – la conoscenza degli eventi storici, perché al venir meno dei testimoni diretti possano essi stessi tramandare la memoria”.

“Se saremo capaci di farlo, allora il Giorno del Ricordo assumerà sempre più un significato ulteriore rispetto a quello della mera commemorazione – ha affermato il presidente del Senato, rivolgendosi poi agli studenti presenti per sottolineare l’importanza dell’approfondimento storico. Conoscere “queste dolorose pagine di storia vi consentirà di apprezzare ancora di più i valori di pace e integrazione, posti a fondamento dell’Unione europea, che a voi possono sembrare scontati ma che costituiscono una conquista da salvaguardare”. “Ora sapete – conclude Grasso – quanto sia stato difficile realizzare il sogno dell’Europa unita e quanti ostacoli abbiamo dovuto superare. Basta voltarsi indietro per avere chiara la necessità di difendere il nostro comune destino”. (Inform)

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