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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Museo Regionale dell’Emigrazione di Frossasco (Torino) “Un air d’Italie”

MOSTRE

 

Verrà inaugurato il 7 luglio l’allestimento, promosso in collaborazione con il Musée Dauphinois di Grenoble, che racconta i legami storico-culturali che uniscono le vallate alpine a cavallo tra Italia e Francia

 

TORINO – Verrà inaugurata domenica 7 luglio alle ore 17.30 al Museo Regionale dell’Emigrazione di Frossasco la mostra “Un air d’Italie”, dedicata al tema dei legami storico-culturali che uniscono le vallate alpine a cavallo tra Italia e Francia. L’allestimento, promosso in collaborazione con il Musée Dauphinois di Grenoble, da sempre attento alle identità locali e alle più recenti ricerche scientifiche, – informa il sito del museo – racconta attraverso documenti, fotografie e pannelli, l’influenza italiana nelle valli oltre confine e soprattutto nell’Isère, dipartimento di cui fa parte anche il comune di Saint Jean de Moirans, gemellato – non a caso – con Frossasco, e che ha una storia secolare di rapporti con l’Italia.

Se pare che, nel terzo secolo a.C., i primi abitanti della zona fossero immigrati dal nord della nostra penisola, durante l’epoca del Delfinato le due aree rappresentavano un’unica realtà politica e culturale. Anzi, durante il medioevo, esse beneficiarono del contributo di alcuni banchieri e uomini d’affari italiani che, grazie alle loro capacità, contribuirono allo sviluppo di un territorio che adesso, per la grande maggioranza, è francese. Una storia fatta dunque di scambi economici, culturali, artistici, dove la politica è stata foriera anche di conflitti militari e scontri, come quelli che videro fronteggiarsi i Re di Francia e i Duchi di Savoia per secoli.

Nella seconda metà dell’Ottocento, le reciproche influenze si nutrirono della massiccia immigrazione italiana oltralpe. Più di tre milioni e mezzo di nostri concittadini raggiunsero l’Esagono concentrandosi in prima battuta soprattutto nel sud e nella zona di Parigi. La presenza italiana nelle vallate alpine fu dunque importante, il territorio è stato raggiunto anche da numerosi piemontesi, avvantaggiati dalla vicinanza territoriale e linguistica. Una comunità, quella italiana, attiva soprattutto nei mestieri dell’edilizia, ma anche in politica e nella vita culturale.

Grazie all’esposizione, che sarà visitabile fino al 25 luglio, il Museo Regionale dell’Emigrazione continua il suo percorso di creazione di legami internazionali con partner interessati all’analisi dei flussi migratori, nella convinzione che l’emigrazione italiana del passato, una diaspora che ha visto allontanarsi dal proprio paese diversi milioni di persone, possa contribuire a guadare con occhi diversi alle sfide del presente. La mostra ragiona infatti non solo sull’italianità, su quel sentimento di affezione verso la terra e il patrimonio culturale d’origine, ma anche sul contributo dato da coloro che, lasciato il proprio paese alle spalle, hanno contribuito a far grande la Francia e l’Isére. (Inform)

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