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Al Museo delle Arti e delle Scienze naturali di Wiesbaden “Gli eredi di Caravaggio – Il Barocco a Napoli”

MOSTRE

Inaugurazione prevista il 13 ottobre

L’allestimento, patrocinato anche dall’Ambasciata d’Italia in Germania, presenta per la prima volta al pubblico tedesco alcune delle opere più prestigiose e significative della pittura barocca napoletana

 

FRANCOFORTE – Verrà inaugurata mercoledì 13 ottobre al Museo delle Arti e delle Scienze naturali di Wiesbaden la mostra “Gli eredi di Caravaggio – Il Barocco a Napoli” che presenta per la prima volta al pubblico tedesco alcune delle opere più prestigiose e significative della pittura barocca napoletana.

L’allestimento, che verrà presentato alla stampa domani, in un evento alle ore 12 che vedrà anche la presenza dell’ambasciatore d’Italia in Germania, Pietro Benassi, sarà visitabile in loco sino al 12 febbraio 2017. Tra i patrocini, oltre a quello dell’Ambasciata della Repubblica italiana a Berlino, quello del presidente dell’Assia Volker Bouffier.

Saranno presenti all’inaugurazione di mercoledì 13 anche il console generale di Francoforte Maurizio Canfora e l’assessore all’Innovazione della Regione Campania, Valeria Fascione, in rappresentanza del Governo regionale.

Il progetto è stato sostenuto fin dall’inizio dal Consolato generale di Francoforte, che ha agevolato i contatti con principali musei italiani presenti alla mostra, tra cui il Museo di Capodimonte di Napoli, fondamentale con il prestito di 18 opere provenienti dalla propria collezione permanente. Notevoli anche i prestiti provenienti dal Louvre di Parigi, dagli Uffizi di Firenze, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, dalla collezione privata del “Graf Harach’sche” del castello austriaco di Rohrhau – 11 i Paesi coinvolti, – per un totale di oltre 200 opere di 50 artisti diversi.

L’età barocca inizia a Napoli nel 1606 con l’arrivo di Caravaggio. Nel giro di poco tempo egli divenne un modello da seguire per molte generazioni di artisti napoletani. A lui seguirono pittori del calibro di Giovanni Battista Caracciolo, Artemisia Gentileschi o Giuseppe de Ribera, originario di Valencia, i quali nel corso del tempo – insieme ad una nuova generazione di pittori locali quali Salvator Rosa, Mattia Preti, Luca Giordano e Francesco Solimena – svilupparono ed accrebbero la fama della pittura barocca napoletana. Nella mostra 100 dipinti di grande formato daranno testimonianza del realismo e della forza di una pittura in cui si riflettono anche le esperienze della povertà, della brutalità e della rovina.

Per l’occasione verrà pubblicato un ampio e ricco catalogo della mostra, prodotto in collaborazione con l’Istituto di Storia dell’Arte e Musicologia del Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Magonza, diretto da Elisabeth Oy Marra, e con il rilevante appoggio della fondazione Ernst-von-Siemens. Sponsor italiani della mostra Alitalia e Alfa Romeo. (Inform)

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