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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Museo d’Arte di Petach Tikva (Israele) “Temporarily Enslaved Gods” dell’artista italiano Fabio Lattanzi Antinori

MOSTRE

L’installazione, promossa in collaborazione con l’IIC di Tel Aviv, verrà presentata il 1° agosto

TEL AVIV – Verrà presentata giovedì 1° agosto alle ore 20 al Museo Museo d’Arte di Petach Tikva l’installazione “Temporarily Enslaved Gods” dell’artista italiano Fabio Lattanzi Antinori, allestita nell’ambito di “Deep feeling: Artificial Intelligence and Emotions” a cura di Nohar Ben Asher.

L’installazione esplora il modo in cui tecnologie digitali possono essere utilizzate al fine di esercitare una vera e propria influenza emotiva sull’individuo. Si compone di tre sculture interattive, inspirate dalle “filter bubbles” create da Google, Facebook, e Amazon, termine con cui si indicano gli algoritmi usati dalle aziende on-line per cercare di indovinare il tipo di informazione ricercata da ciascun utente. Questa pratica isola l’individuo in una “bolla” intellettuale impenetrabile, all’interno della quale esiste solo un certo tipo di informazione filtrata, basata sulle preferenze di acquisto, immaginarie o reali dell’utente stesso. Le sculture appaiono statiche, proprio come le stesse filter bubbles, la cui esistenza non è visibile agli occhi dell’utente comune. Solo quando il pubblico si avvicina e tocca la superficie delle opere, queste si attivano, attraverso voci sintetizzate e conversano tra di loro.

Fabio Lattanzi Antinori è nato a Roma e ha conseguito il MFA in Fine Art e Computational Technologies presso la Goldsmiths a Londra, nel 2013. Ha all’attivo molte mostre personali e le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche. Tra queste ultime la Word and Image Collection del V&A di Londra, il Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Seul, SeMA Museo d’Arte di Seul e l’Open Data Institute Collectiion. Antinori vive e lavora a Londra.

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv e con il sostegno di The Artists Information Company. L’ingresso è libero. (Inform)

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