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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Comitato per le questioni degli italiani all’estero prosegue l’audizione del vice ministro agli Esteri Lapo Pistelli

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Il confronto sulle misure legate alla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare congelato in attesa di conoscere i risparmi di spesa richiesti al Mae dalla legge di stabilità. Il vice ministro teme un taglio di 150 milioni di euro, il 10-12% del bilancio del ministero

 

ROMA – Si è aperto con un annuncio inatteso il seguito dell’audizione al Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato del vice ministro agli Esteri Lapo Pistelli, svoltasi oggi in tarda mattinata per discutere ancora una volta i dettagli della riorganizzazione della rete diplomatico-consolare (per http://comunicazioneinform.it/laudizione-del-vice-ministro-agli-esteri-lapo-pistelli-al-comitato-per-le-questioni-degli-italiani-allestero/ ). Sarebbero richiesti infatti al Ministero degli Affari Esteri dalla prossima legge di stabilità risparmi di bilancio strutturali del 10-12%, ossia 150 milioni di euro su un totale di 1 miliardo e 600 milioni. Questa la richiesta annunciata dal vice ministro al vaglio in queste ore di negoziati in corso al Ministero dell’Economia e a Palazzo Chigi, una richiesta che penalizzerebbe il Mae più di tutte le altre amministrazioni dello Stato, che dovrebbero invece ridurre la propria spesa in modo strutturale di un 3% circa,  e che, se fosse confermata, di fatto renderebbe “insostenibile ogni possibilità di lavoro serio sulla nostra rete diplomatica o sulla politica estera”.

Il problema non è più, quindi, cercare di rispondere alle domande avanzate dei senatori in merito agli ultimi provvedimenti adottati nell’ambito del piano di riorganizzazione della rete – l’utilizzo dell’immobile del consolato di San Gallo, il destino dell’Istituto Italiano di Cultura di Francoforte, i tempi di nomina dei consoli onorari in seguito alla chiusura del consolato di Newark e la definizione degli accordi con le autorità locali per la presenza a Saarbrücken, richieste rispetto alle quali, segnala il vice ministro, vi è la volontà di trovare un punto di incontro, – ma riguarda la possibilità stessa di mantenere in vita un ministero cui già viene destinata una piccola parte del bilancio complessivo dello Stato (lo 0,22%) e a cui si richiede un rientro strutturale quattro volte superiore a quello delle altre amministrazioni.

Il presidente del Comitato, Claudio Micheloni, ribadisce come vi sia sempre stato da parte del Comitato stesso e delle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato un atteggiamento trasversale, nei confronti dei diversi governi, volto a richiedere di destinare più risorse al Mae, richiesta che negli ultimi anni in realtà si è trasformata nell’impegno a fermare “un’emorragia di risorse” che, se dovesse arrivare al punto prospettato da Pistelli – fa notare Micheloni, – cancellerebbe la stessa politica estera e non solo i servizi consolari. Proprio nelle prossime ore si dovrebbe poter prendere visione del Documento di programmazione economica e finanziaria al Senato, per cui il presidente invita ad “attendere dati certi”, assicurando già da ora l’impegno sul fronte della difesa delle risorse. “Si tratta di un problema di cui tra noi vi è la massima consapevolezza e su cui abbiamo sempre tentato di intervenire, con proposte che vanno nella direzione dello spendere diversamente per non morire completamente – afferma Micheloni, che invita a procedere l’audizione con gli interventi dei senatori anche in vista di una efficace “argomentazione sul perché sia necessario garantire risorse al Mae”.

Sugli interventi relativi alla rete sopra richiamati Pistelli assicura la nomina di due consoli onorari in seguito alla chiusura dal consolato di Newark e il positivo proseguimento degli accordi con le autorità locali di Saarbrücken per disporre di spazi messi a disposizione dalle stesse. Riferisce inoltre di una possibile disponibilità della struttura Enit a Francoforte e di una serie di altre soluzioni adottabili nel caso si prosegua a discutere sulla base dell’impianto di riorganizzazione valido sino ad oggi, ma che “con il taglio annunciato – avverte, – si rivelerebbero prive di significato”.

Di seguito sono intervenuti Mario Dalla Tor (Ncd), che ha confermato l’impegno per il mantenimento delle risorse e rilevato l’importanza di collaborare con l’Unione Europea per garantire una nostra presenza comunque diffusa sul territorio estero; Renato Turano (Pd – ripartizione America settentrionale e centrale) che critica i ritardi nell’adozione di soluzioni necessarie a garantire la continuità dei servizi nell’area Newark, sottolineando come sia la continuità dei servizi ad interessare la collettività italiana all’estero e non la presenza di ambasciate e consolati e rilevando come le promesse non mantenute si ripercuotano sull’immagine del nostro Paese; Maria Mussini (Misto), che ritiene irrisorio il risparmio di 2 milioni e mezzo di euro quantificato in seguito agli interventi di riorganizzazione, ribadisce la richiesta di conoscere i risparmi derivanti da ogni singolo provvedimento, ridiscutere i criteri di ripartizione delle risorse interne al Mae e richiama il ruolo svolto in particolare dagli IIC, che va ben al di là della produzione economica di ricchezza; Francesco Giacobbe (Pd – ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) che sollecita una ristrutturazione interna della rete a partire dalle esigenze dei cittadini, soffermandosi in particolare sull’importanza che per le collettività italiane rivestono i servizi consolari e le attività connesse alla promozione della lingua e cultura italiana all’estero, che hanno anche importanti risvolti di carattere economico. Per Giacobbe è necessario investire sull’informatizzazione dei servizi, “fare sistema” con gli enti di promozione dell’Italia all’estero e coinvolgere anche le aziende italiane che operano all’estero in un lavoro condiviso sull’identificazione di obiettivi e di reperimento delle risorse necessarie.

Assicura ancora una volta l’impegno sul fronte del mantenimento delle risorse Micheloni che chiede però la “messa in discussione profonda di tutta l’organizzazione del Mae da parte della politica”. “Se la logica di riorganizzazione del ministero rimane la stessa, a nulla servirà scongiurare il taglio di risorse, perché non otterremo in ogni caso nessuna soluzione per i nostri servizi – avverte il presidente del Comitato.

Pistelli ricorda come la proiezione internazionale del nostro Paese sia una nostra “necessità intrinseca” perché determina essa stessa ciò che succede all’interno e come il suo impegno in questi 17 mesi di governo sia stato quello cercare di dosare i diversi strumenti che concorrono a tale funzione: gli interventi nelle aree di crisi, il sistema di promozione della nostra lingua e cultura, la proiezione economica, l’accompagnamento della collettività residente all’estero, etc. L’idea di fondo era dunque utilizzare un “approccio realistico” che, tenendo presente un disegno di più lungo periodo, potesse incidere su alcuni elementi di tale quadro, adeguando risorse o dotandoli di altri strumenti. “Il nostro ripensamento della rete ha riguardato sia l’aspetto esterno che quello interno – assicura il vice ministro, pur segnalando come su tale ripensamento abbia inciso anche il rispetto di leggi, come quella sulla spending review, già approvate e al momento non ridiscusse dal Parlamento. Altri limiti sono il diverso funzionamento delle amministrazioni dello Stato, il mancato allineamento di fattori come l’adeguamento delle norme e della risorse o la lentezza dell’implementazione delle decisioni, elementi che concorrono all’articolazione di un quadro politico molto lontano da quello ideale. Pistelli ribadisce tuttavia, in questo quadro complesso, il suo impegno a lavorare in profondità e sulle esigenze del quotidiano: tutto ciò fino a quando il tema sarà la scelta tra diverse politiche e non il taglio della struttura stessa che le articola. Stessa complessità e contraddizione egli rileva nel contesto europeo, in cui si augura una progressiva integrazione della presenza europea, pur constatando un contemporaneo tentativo di “ri-nazionalizzazione delle politiche estere”.

L’audizione è stata quindi rinviata in attesa della discussione della legge di stabilità e di un quadro più preciso delle risorse che verranno effettivamente destinate al Mae. (Viviana Pansa-Inform)

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