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Ad Amburgo la presentazione di “Luce rubata al giorno”, romanzo di esordio di Emanuele Altissimo

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Il 6 maggio il giovane autore sarà ospite dell’IIC

AMBURGO – L’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ospiterà il 6 maggio alle ore 19 la presentazione del romanzo di esordio di Emanuele Altissimo “Luce rubata al giorno”, alla presenza del giovane autore.

L’evento, a ingresso libero, è organizzato in collaborazione con la casa Editrice Bompiani del Gruppo Giunti Editore.

Emanuele Altissimo è nato a Torino nel 1987, dove si è laureato con una tesi su David Foster Wallace e ha frequentato la Scuola Holden. Ha iniziato a scrivere sulla Olivetti Lettera 22 del nonno e da allora non ha mai smesso di scrivere. Al liceo ha divorato i libri di Wodehouse, ma non è mai diventato uno scrittore umoristico. Il suo primo romanzo, “Luce Rubata al Giorno”, è stato pubblicato da Bompiani nel gennaio 2019 e racconta la storia di due fratelli e dell’estate che segna per sempre le loro esistenze. Diego, Olmo e il nonno sono in montagna, nella baita comprata dai genitori prima di morire. La speranza è che quei luoghi portino serenità nell’animo di Diego, il fratello maggiore, eternamente irrequieto. Ma appena si alza il vento le seggiovie tremano e le nubi proiettano sui valloni ombre profonde. Solo Olmo capisce che Diego sta scivolando in un universo dove non si può raggiungerlo, un delirio che sembra crescere fino a toccare il cielo. E darebbe tutto ciò che ha per salvarlo. In ingegneria si parla di tensione ammissibile: il punto massimo di sforzo a cui si può sottoporre un edificio prima che collassi. L’Empire State Building, per esempio, sopravvisse all’urto di un Bomber B-25. Giorno dopo giorno, Olmo costruisce proprio il modellino dell’Empire State: con infinita pazienza, consapevole che la forza dell’edificio sta nella posa di ogni singolo mattoncino. Ma qual è la tensione ammissibile per una famiglia, per l’amore che tiene insieme le persone? “I miei personaggi li ho immaginati come dei giganti” ha scritto l’autore. “Diego è un gigante incapace di farsi bastare il suo mondo, che sogna di scalare le montagne e prendersi il cielo. Ma soprattutto lo sono Olmo e il nonno. Giganti sono coloro che guardano in faccia il dolore senza più scuse. Che accettano dolori per i quali non c’è consolazione”. Alla sua prima prova, Emanuele Altissimo scrive un romanzo scabro eppure carico di emozione, e mette in scena personaggi in lentissima caduta libera, come fiocchi di neve. Il vento, le radure, il profilo fiero di un daino, l’aria sottile delle vette: tutto in queste pagine è vasto e misterioso come l’animo umano, capace di salvare una scheggia di luce anche nella notte più buia. (Inform)

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