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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma, “Valorizzare la ricerca, investire nella vita, il brevetto farmaceutico in Italia”

CONVEGNI

All’iniziativa, promossa dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, ha partecipato anche Simone Billi, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati

 

ROMA – Il presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati, Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) ha partecipato al Westin Excelsior di Roma al convegno “Valorizzare la ricerca, investire nella vita, il brevetto farmaceutico in Italia” promosso dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Italian American Pharmaceutical Group e la American Chamber of Commerce in Italia.

Tra i dati emersi nel corso dell’iniziativa e riportati nella nota diffusa dal parlamentare in proposito, i costi elevati dei nuovi farmaci ma anche la loro importanza sul fronte occupazionale e per gli investimenti: si stima infatti che il costo di un nuovo farmaco sia in media 2,5 miliardi di dollari, considerando anche gli insuccessi clinici, mentre in Italia le 16 maggiori aziende farmaceutiche americane presenti contano 13.000 dipendenti e altrettanti nell’indotto, 8 miliardi di euro di fatturato e 2 miliardi di investimenti.

“L’Ambasciatore americano, Luis Eisenberg, ricorda come le terapie per le malattie rare sono aumentate del 300% in 15 anni, il tasso di mortalità diminuito del 87% – afferma Billi, ribadendo l’importanza di “portare nuovi farmaci ai pazienti garantendo al tempo stesso la sostenibilità del sistema sanitario globale e riconoscendo il pieno valore dell’innovazione della protezione brevettuale”, importanza richiamata dallo stesso Ambasciatore che ha confermato la piena disponibilità a collaborare con il Governo italiano per portare innovazione e tecnologie nel sistema sanitario nazionale.

“Nel settore farmaceutico in Italia sono circa 66.000 gli addetti per circa 32 miliardi di euro di produzione nel 2018 e 6.000 nuovi assunti all’anno negli ultimi 3 anni – spiega Billi. “Inoltre – aggiunge – il ruolo del piccolo biotech sarà sempre più importante, perché  tali imprese investono in aree specifiche in cui una multinazionale non investe, esempio ne sono state le terapie geniche e quelle cellulari”. “Pertanto – conclude Billi – attirare capitali per aiutare anche queste piccole e medie imprese, ossatura del sistema industriale italiano, è importante per attirare persone qualificate ed aumentare i posti di lavoro in Italia”. (Inform)

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