direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma la conferenza “La protezione delle popolazioni civili nei conflitti – Il ruolo delle Organizzazioni Umanitarie e della Società Civile”

DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

L’intervento del ministro della Difesa Roberta Pinotti

 

ROMA – Il tema del diritto umanitario è centrale per il nostro futuro e per la pace che dobbiamo continuare ad alimentare. Ad affermalo il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo alla conferenza  “La protezione delle popolazioni civili nei conflitti – Il ruolo delle Organizzazioni Umanitarie e della Società Civile”,  svoltasi a Roma alla Scuola Ufficiali Carabinieri dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, ad alla quale hanno preso parte anche il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, il commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianidis, e il capo di stato maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano. Informa il ministero della Difesa.

Un appuntamento, giunto alla terza edizione, che, come ha sottolineato il ministro Pinotti “consente di mettere a fuoco il grande tema della protezione civile, di enorme rilevanza non solo dal punto di vista strettamente giuridico, ma anche dal punto di vista strategico e militare”. “Mai come oggi la popolazione ha bisogno di tutela durante i conflitti armati, perché mai come oggi la popolazione è al centro, in senso fisico e concettuale, dei conflitti armati” ha aggiunto.

Una necessità ancor più vera in un’epoca in cui il “centro di gravità” di quasi tutti i conflitti non è lo scontro con l’esercito nemico bensì la popolazione civile. Oggi è la comunità – nella sua dimensione fisica ma anche culturale – a costituire al tempo stesso l’obiettivo del conflitto e l’arena all’interno della quale esso si svolge. “Questa nuova condizione strategica ha delle palesi conseguenze sul procedere del diritto umanitario, inteso come graduale espandersi degli spazi di protezione e progressiva costrizione dell’uso della violenza bellica” ha detto il ministro.

“In questa nuova realtà – ha aggiunto – i passi in avanti saranno al contempo più difficile e anche più urgenti e necessari”. Il riferimento, ad esempio, al complicato problema della definizione di combattente legittimo, in un contesto popolato da moltissimi attori non statuali mossi da più disparate motivazioni, e dove è più difficile fare ricorso ai criteri tradizionali che permettevano di distinguere le Forze armate cosiddette regolari da quelle irregolari. Il ministro ha richiamato anche il “gravissimo problema costituito dall’utilizzo dei cosiddetti scudi umani e delle violenze sessuali”.

La conferenza era incentrata sul ruolo che la società civile in genere e le organizzazioni umanitarie in particolare rivestono nel diritto internazionale e nel diritto internazionale umanitario. Dopo la Prima Guerra Mondiale, e – in misura ancora maggiore – al termine della Seconda, l’asse del diritto internazionale ha iniziato a spostarsi, gradualmente, dagli Stati agli individui. Questo spostamento ha generato nuove regole per le organizzazioni in cui la società civile si può aggregare per promuovere alcuni obiettivi. Per esempio, le quattro Convenzioni di Ginevra, allo scopo di umanizzare i conflitti armati, riconoscono un ruolo centrale non solo alla Croce Rossa Internazionale ma anche alla società civile nella sua totalità. Le modalità con le quali integrare nel diritto internazionale umanitario il contributo della società civile richiedono tuttavia un’approfondita analisi teorica, che è tuttora in corso. (m.r.e.f./Inform)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes