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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma il seminario “Europa: tutelare le nuove emigrazioni, quale responsabilità”

ASSOCIAZIONI

Promosso dalla Federazione delle Associazioni Italiane nel mondo (Faim)

 

Il 28 giugno, al Centro Congressi Frentani, una riflessione sulle politiche necessarie per accompagnare i percorsi migratori dei connazionali e sostenere le aree di partenza, specie il Mezzogiorno, le periferie e le zone più colpite dalla globalizzazione

 

ROMA – Si svolgerà venerdì 28 giugno a partire dalle ore 9.30 presso il Centro Congressi Frentani di Roma (via Frentani 2) il seminario promosso dalla Federazione delle Associazioni Italiane nel mondo (Faim) intitolato “Europa: tutelare le nuove emigrazioni, quale responsabilità”.

Il programma dei lavori prevede la presentazione a cura di Pietro Lunetto del Comitato di coordinamento della Faim e la relazione introduttiva affidata a Enrico Pugliese (IRPPS-CNR), presidente del Comitato scientifico Faim. Segue la relazione “Cambiamenti nei flussi migratori europei e tutela dei migranti” di Padre Lorenzo Prencipe (Cser); quella della prof.ssa Grazia Moffa dell’Università di Salerno e Comitato scientifico Faim, intitolata “Aree interne, spopolamento e migrazioni”; “Nuovi movimenti migratori e associazionismo” del prof. Matteo Sanfilippo del’Università della Tuscia – Comitato scientifico Faim. Alle ore 11 è previsto il dibattito; le conclusioni, alle ore 13, sono affidate a Rino Giuliani, portavoce del Faim.

L’iniziativa nasce dalla presa d’atto che, nonostante la significativa ripresa dell’emigrazione italiana sia stata posta all’attenzione delle istituzioni, non vi siano iniziative volte a rendere meno gravosi i percorsi emigratori degli italiani che emigrano né a ridurre  i motivi economici e sociali che sono alla base della nuova spinta emigratoria. Allo stesso tempo – si legge nella nota diffusa dalla Faim in proposito – le mutazioni intervenute nel quadro economico e politico-sociale nei paesi di arrivo rendono più difficile la difesa dei diritti sociali e civili dei nuovi migranti. Si va affermando infatti, nei diversi paesi, a partire dalla Brexit, ma non solo, un ambiente ostile volto a disincentivare l’immigrazione dei lavoratori comunitari.

 

Inoltre, l’emergere dei cosiddetti “sovranismi” accentua atteggiamenti che colpiscono lavoratori extracomunitari e cittadini comunitari, con effetti di riduzione e di parziale esclusione dai sistemi di welfare (come, ad esempio, nel caso dell’indennità di disoccupazione o dell’assegno sociale), e con la crescita di espulsioni per motivi economici. A ciò si aggiunge il peggioramento, delle condizioni di inserimento e collocazione lavorativa dei protagonisti della nuova emigrazione italiana in mercati del lavoro sempre più precarizzati.

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda le condizioni e gli effetti della nuova emigrazione per le aree di partenza, in particolare, per le regioni del Mezzogiorno, da dove si emigra, oltre che all’estero, anche e in modo consistente verso il Nord Italia. Nell’ultimo decennio – segnala la Faim – si registra un processo massiccio di spopolamento di intere aree montane e collinari con un aggravamento negli ultimissimi anni. Si spopola il Mezzogiorno, ma anche aree interne del centro-nord, con un effetto a catena per cui emigrazione genera a sua volta ulteriore emigrazione. Torna a riproporsi con forza la questione irrisolta dello sviluppo diseguale del Sud rispetto ad altre aree dell’Italia, che è questione nazionale e che riguarda l’intero paese. Da qui la necessità di una scelta politica strutturale di investimenti e di occupazione, la necessità, in questo quadro, di piani straordinari di intervento volti a migliorare le condizioni economiche e sociali del Sud ma anche delle aree del nord del paese più colpite dagli effetti della globalizzazione.

 

I nuovi processi migratori intra-europei determinano una concentrazione di popolazione nei luoghi dove si concentra ricchezza,  forte attività produttiva e potere politico e un progressivo decremento di popolazione, parallelo alla crescita di povertà, nelle aree periferiche europee. In Italia si accentua lo storico dualismo Nord-Sud Italia che indebolisce l’intero paese, nord compreso. La Faim sottolinea dunque il peggioramento del rapporto fra centro e periferie, in tutto il continente, mentre segnala anche il fenomeno delle migrazioni degli anziani verso altri paesi, attratti da incentivi fiscali e dal più basso costo della vita. Emerge dunque la necessità di realizzare politiche di sviluppo e di riequilibrio tra aree periferiche e centrali.

Per quanto riguarda la composizione della nuova emigrazione italiana la Fai sottolinea come essa sia sempre più spinta dalla necessità e sempre meno da libere scelte individuali. Evidenzia inoltre come i laureati costituiscano in realtà poco più di un quarto del totale degli emigranti, per cui segnala la necessità di adottare  livello nazionale ed europeo politiche che riguardino tutti gli emigrati, a prescindere dai loro diversi livelli di scolarizzazione e qualificazione ed ovunque essi si trovino. (Inform)

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