direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Pescocostanzo d’Abruzzo il Sacrario nazionale Mauriziano d’Italia

ASSOCIAZIONI

 

Curato della Fondazione Mauriziana, è stato ideato a realizzato da abruzzesi emigrati

 

L’AQUILA – A Pescocostanzo d’Abruzzo, nel Parco nazionale della Maiella, sorge il Sacrario nazionale Mauriziano d’Italia, curato dalla Fondazione Mauriziana dal 1994 e divenuto luogo di preghiera e di fede per quanti effettuano escursioni sul monte Rotella o tra le faggete del Carpineto, una località ricca di storia, di arte e di cultura alpina.

A ideare il Sacrario è stato Sergio Paolo Sciullo della Rocca di Sulmona, emigrante a Welsberg in Sudtirol, più volte Ministro Regionale dell’Ordine Francescano Secolare e presidente della Libera Associazione Abruzzesi del Trentino Alto Adige, fondatore della Fondazione Mauriziana e di altre associazioni culturali di spirito mauriziano.

Per la realizzazione dell’opera egli si è avvalso della collaborazione di altri emigrati abruzzesi: Remo Casciato di Pescocostanzo, muratore di pietra, già emigrante a Uster in Svizzera; Vittorio Ciotola di Pescocostanzo, muratore di pietra, già emigrante a Uster e Zurigo in Svizzera; Errico Bigante di Pescocostanzo, corriere e archivista, emigrato a Falconara, in Provincia di Ancona; Giulio Di Padova di Pescocostanzo, muratore e maestro scalpellino, già emigrante a Uster in Svizzera; Mauro Di Giovanni di Pescocostanzo, operatore di macchine per movimento terra, già emigrante a Brantford in Ontario, Canada; Gian Piero Gigliozzi di Lucoli, maestro scultore, emigrante a Parigi; Carlo Casciato di Pescocostanzo, muratore e maestro scalpellino, già emigrante a Uster in Svizzera; Vincenzo Trinchini di San Benedetto dei Marsi, incisore e scultore, già emigrante a Barquisimento e Caracas in Venezuela. “Emigranti abruzzesi che meritano di essere ricordati per avere lavorato nello spirito della gratuità, senza limiti di orario e per avere reso ancora una volta onore all’Italia, con una opera che oggi è meta di fede e di cultura – segnala Sciullo della Rocca, rilevando come il Sacrario sia diventato per i visitatori “una autentica clinica dello spirito”. (Inform)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes