direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Palazzo Montecitorio l’incontro “Il lavoro e la mobilità”

ITALIANI ALL’ESTERO

Promosso dal Cgie e dal Comitato permanente sugli Italiani nel Mondo e la promozione del Sistema Paese della Camera

Presentata la ricerca commissionata CEPA (Acli, Inas, Inca, Ital) sui bisogni, le domande e le aspettative della nuova emigrazione italiana

 

ROMA – Si è svolto questa mattina, presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, l’incontro dal tema “Il lavoro e la mobilità” con la partecipazione del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, di Fabio Porta, presidente del Comitato permanente sugli Italiani nel Mondo e la promozione del Sistema Paese, Renato Mannheimer, direttore dell’Istituto di ricerche ISPO e di Michele Schiavone degretario generale del CGIE.

Il saluto di benvenuto  a tutti i presenti è stato dato dall’on Porta, come Presidente – ha detto – sono particolarmente contento di ricevere i consiglieri della plenaria del Cgie, anche perché il Comitato ha cominciato a riflettere sul nuovo flusso degli italiani all’estero. Il fenomeno, come avete scritto anche voi nei vostri documenti, è in crescita e ci impegna ad una lettura più attenta.  Ci deve essere una riflessione specifica per quanto riguarda l’orientamento alla partenza, di chi si trova all’estero e non sa come orientarsi,  per la conoscenza delle lingue”.

“Esiste già una rete di assistenza per gli italiani che vivono all’estero,  – ha aggiunto Porta – sono i Patronati, i Comites, il Consiglio Generale degli Italiani all’estero,  strutture che qui oggi sono rappresentate. Io credo che si debba istituire una sorta di tavolo tecnico, di lavoro permanente, tra ministero del Lavoro e Cgie e entità come i Patronati che istituzionalmente sono delle antenne per quanto riguarda i lavoratori all’estero. Ripensare a nuove convenzioni per tutelare meglio i nostri lavoratori all’estero, bisogna adeguarle e avviare altre come quelle che ci vengono sollecitate da paesi come Cile e Perù .

La parola è passata al segretario Michele Schiavone che ha dato il benvenuto al ministro per averli voluti incontrare e a tutti i consiglieri, alla presidenza e alle direzioni dei patronati che si sono messi a disposizione rispetto alla tematica delle nuove migrazioni, al gruppo del Cgie che ha dedicato diversi mesi per preparare questo incontro, un saluto ai due parlamentari eletti all’estero Gianni Farina e l’on Marco Fedi, all’on. Fabio Porta per l’ospitalità e la disponibilità offerta ogni volta che c’è il Consiglio Generale a Roma. 

Nel suo intervento Rodolfo Ricci, vice segretario generale di Nomina Governativa, si è soffermato sui nuovi numeri che interessano la nuova migrazione.  “Negli ultimi dieci anni – ha ricordato Ricci – la popolazione italiana all’estero è lievitata di oltre il 55% , numeri dati dall’AIRE e dall’ISTAT. La nuova emigrazione è cominciata a comparire con l’inizio crisi economica 2007 – 2008, per raggiungere livelli medi di incremento annuale, tra il 2011 – 2015, del 22% . Dei nuovi migranti il 20% sono immigrati venuti in Italia che hanno ripreso un nuovo percorso di migrazione, però – ha continuato – l’80% è fatta da persone con passaporto italiano. I paesi con i principali arrivi italiani sono la Germania e l’Inghilterra.  Tra gli anni 2011 – 2015 ci sono dei dati sensibilmente diversi tra quelli forniti dell’Istat e quelli degli istituti dei Paesi dove gli italiani si sono trasferiti. Siamo andati a verificare nei due Paesi dove gli italiani si sono in maggioranza trasferiti: Germania e Gran Britannia. Facendo una valutazione a ribasso – ha continuato Ricci – noi ipotizziamo che gli espatri effettivi in questi due Paesi siano stati circa 2,5 volte in più rispetto ai dati Istat, se fosse così dal 2006 al 2015  si sarebbe registrato un incremento notevole”. Ricci ha poi precisato come questa realtà sia composta prevalentemente, per oltre il 50%, da giovani fra i 18 ai 39 anni e da un 20% di minorenni.  “Questo vuol dire –ha continuato  Ricci – che molte di queste persone hanno famiglia al seguito.  Il 35% dei giovani migrati possiede una laurea, il 30% un diploma di scuola secondaria e un altro 30% solo la Terza media. I cosiddetti cervelli in fuga rapprendano quindi solo una minima parte, in realtà siamo di fronte ad un fenomeno migratorio vero e proprio, che ha le caratteristiche classiche, con la differenza che questa volta abbiamo una media-alta qualificazione della gente che espatria”.

 “Rispetto a questi dati la Germania  – ha proseguito Ricci – come anche la Gran Bretagna hanno in qualche modo incentivato questi flussi, c’è una competizione che si gioca anche sull’accaparramento di forza lavoro all’interno dell’Europa, è una questione da non sottovalutare. Si tende a ricompensare la flessione demografica con ingresso forza lavoro con una specializzazione medio-alta. In Italia la situazione è molto diversa, i nuovi flussi immigratori extracomunitari e da altri paesi europei non compensano la perdita costituita dal nostro decremento demografico e ancora di meno alla luce dei nuovi flussi di emigrazione”.

Il ministro Poletti ringraziando per l’invito ricevuto ha detto:  “dobbiamo esseri tutti consapevoli che il fenomeno della mobilità è generale e diffuso, il mondo è diventato più piccolo, le persone molto più agevolmente scelgono di spostarsi, di muoversi, di insediarsi e noi dobbiamo essere consapevoli che le motivazioni sono le più diverse”. Il ministro ha poi parlato delle motivazioni che spingono i cittadini a spostarsi “per realizzare le proprie aspirazioni  – ha spiegato – c’è chi sceglie di spostarsi per imparare di più, c’è chi investe nella propria scelta di un altro Paese.  I contesti sono molti ed è  sbagliato dare di questo complesso fenomeno una lettura univoca”. Nel suo discorso Poletti ha puntato molto sull’importanza delle tecnologie che permettono di accorciare le distanze. I cittadini che decidono di spostarsi devono essere messi in condizioni di affrontare le scelte fatte.  “Ci vuole informazione – ha continuato – perché all’arrivo il luogo che si è scelto possa essere accogliente , questo bisogna farlo in Italia, prima che queste persone partano: lingua, riconoscimento titolo di studio”.

Il ministro ha poi dato riconoscimento al lavoro che svolto dal Cgie, dai patronati e dalle Camere di Commercio, sottolineando che servono strumenti condivisi per restare al fianco dei cittadini che decidono di spostarsi in altri paesi. Concludendo ha ringraziato per l’opportunità fornitagli che gli consente di capire come al suo ministero possa aiutare al meglio le strutture che si occupano all’estero dei connazionali.

La parola è passata al professor Mannheimer che ha illustrato la ricerca commissionata dai Patronati aderenti al CEPA (Acli, Inas, Inca, Ital) sui bisogni, le domande e le aspettative della nuova emigrazione italiana.

Nello studio sono stati oggetto di domanda italiani che vivono già all’estero, in tutto il mondo e italiani che vogliono andare all’estero. Dai giovani e meno giovani, dalla serie di domande poste è emerso che le persone si sono stabilite all’estero per motivi più diversi, (per esempio l’ultima tendenza il 14% sono pensionati che hanno deciso di espatriare perché con la pensione che percepiscono riescono a viverci meglio). La prima problematica che tutti all’inizio affrontano è imparare la lingua. Segue la comprensione del sistema sociale, il welfare, per capire a chi rivolgersi in caso di bisogno. Poi ci sono i problemi legati alla tassazione e l’apertura di un conto corrente. Alla risposta se conoscono i patronati, il 38% ha risposto sì. Secondo il professore la ricerca ha evidenziato  “l’esistenza di una forza di permeabilità con l’estero e una percezione dei problemi relativamente bassa, a parte la lingua. Emerge che i patronati svolgono un ruolo fondamentale che però può essere allargato sia sul piano delle funzioni sia sul piano della conoscenza di queste funzioni. Su questo punto il presidente Porta ha rilevato come i patronati siano strumenti importanti per accompagnare la nuova emigrazione.

A seguire l’intervento di Morena Piccinini, presidente dell’Inca, tra le altre cose già citate nella ricerca da Mannheimer, ha evidenziato come l’emigrazione sia cambiata. Prima si spostavano anche interi paesi e gruppi familiari, invece adesso il percorso migratorio è spesso vissuto in solitudine, senza il supporto dei familiari, di parenti o amici. La Piccinini ha rivolto un appello al mondo istituzionale, al mondo associativo per fare rete – una rete integrata che offra una fonte di informazione generale volta anche a mantenere il senso di italianità.

A seguire vari interventi tra cui Maria Chiara Prodi, componente della Commissione Continentale per l’Europa e Africa del Nord, che ha sottolineto la necessità  di trovare soluzioni prima che il problema si presenti al migrante attraverso una preventiva azione informativa. Evidenziata anche l’esigenza di una riforma dell’AIRE. Altro punto di forza, secondo la consigliera, è la presenza su Internet degli italiani che vivono all’estero, l’importanza che offre il web anche rispetto alle informazioni necessarie per chi vuole partire.

Il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, si è augurato che la sensibilità del Governo e del Parlamento sia all’altezza delle esigenze del Cgie. Per Farina non ci devono essere scusanti, perché l’operatività è essenziale in questo momento in cui sono in atto forti processi di spostamenti di popolazione.  Il consigliere del Sud Africa Riccardo Pinna nel suo intervento ha sottolineato la diversità delle esigenze presenti nella sua area geografica ed ha chiesto alle istituzioni più rispetto per le azioni portate avanti dal Cgie, dal Comites, e le forme di associazionismo che danno assistenza ai connazionali che vivono fuori. Il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania, Antartide, ha evidenziato che gli italiani all’estero, di vecchia o di nuova emigrazione sono i migliori rappresentanti di una visione positiva della mobilità della conoscenza e dell’interscambio.

Dal canto suo il membro del Comitato di Presidenza Gianluca Lodetti ha posto in evidenza come oggi si possa di nuovo lavorare in rete grazie ad un diverso atteggiamento dei ministeri competenti e alla positiva iniziativa del Cgie che, riacquistando credibilità nei confronti delle istituzioni, ha posto al centro questo incontro la tematica della mobilità.

Schiavone, concludendo i lavori, ha ringraziato per questa possibilità di “discutere questioni che fanno parte di un mosaico ampio che oggi si è arricchito di una ricerca seria commissionata dai patronati, attori protagonisti in emigrazione in quasi tutti i paesi”. Dopo aver ricordato l’importanza che i patronati hanno per i cittadini che li interpellano, Schiavone ha sottolineato la necessità di dare risposte concrete a chi pensa che il Cgie rappreseti uno strumento obsoleto. (Nicoletta Di Benedetto-Inform)

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