direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A New York un incontro dedicato alle due Amelia Rosselli

APPUNTAMENTI

All’IIC il 17 gennaio, per la serie Esilio e Creatività, le vicende di madre e figlia dell’antifascista Carlo Rosselli, fondatore di “Giustizia e Libertà”

 

NEW YORK – L’Istituto Italiano di Cultura di New York ospiterà giovedì 17 gennaio alle ore 18 un incontro dedicati alle due Amelia Rosselli, rispettivamente la madre e la figlia del leader antifascista Carlo Rosselli, fondatore di uno dei primi movimenti antifascisti, “Giustizia e Libertà”.

Interverranno Marina Calloni, professoressa ordinaria di Filosofia politica e sociale presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e Jennifer Scappettone, professoressa associata presso il Dipartimento di Lingua e Letteratura Inglese dell’Università di Chicago.

Mussolini aveva dichiarato Rosselli il più pericoloso avversario politico del regime. Dopo essere scappato dal confino sull’isola di Lipari, Carlo Rosselli si recò a Parigi dove lo raggiunse la moglie Marion Cave, un’attivista politica britannica. Nel 1930 la figlia Amelia nacque in esilio, sette anni prima del brutale omicidio del padre e dello zio.

La nonna di Amelia, e madre di Carlo, Amelia Rosselli (nata Amelia Pincherle) nacque a Venezia nel 1870. Drammaturga, traduttrice, attivista nel nascente movimento delle donne, nonché autrice di libri per bambini, sposò, per poi divorziare, Joe Rosselli. Dopo l’assassinio dei suoi figli, nel 1937, Amelia radunò le due vedove e i loro sette figli e guidò la famiglia in esilio in Francia, Svizzera, Inghilterra ed infine negli Stati Uniti. Il fervore politico di Amelia che aveva ispirato i suoi figli, durante gli anni della guerra, divenne l’ispirazione per molti antifascisti italiani.

La giovane nipote Amelia, trovando la sua voce attraverso l’esilio e la tragedia familiare, divenne uno dei più importanti poeti italiani della seconda metà del XX secolo. Autodidatta “poetessa della ricerca” oltre che traduttrice, musicista e musicologa, fu autrice di otto raccolte di poesie. I suoi versi multi-lingue attestano ciò che lei descrisse come uno stato di esilio permanente. La sua voce tragica ma stranamente consolatoria è stata paragonata a quella di Celan, Bachmann, Char, Pasternak, Akhmatova e Plath, tutti autori da lei tradotti. Si tolse la vita, nella sua casa romana, nel 1996. Nel corso della discussione si esamineranno i diversi modi in cui l’esilio ha avuto un impatto sulla creatività di queste due donne audaci, il cui lavoro viene sempre più considerato, su entrambe le sponde dell’Atlantico. L’ingresso è libero. (Inform)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes