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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Lione “Il piacere dell’onestà”

TEATRO

Il 14 ottobre. Evento promosso dall’Istituto Italiano di Cultura per la XVII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo  e il 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello

 

LIONE – In occasione della XVII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (16-22 ottobre), sul tema “L’italiano al cinema, l’italiano nel cinema” e del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello andrà in scena a Lione “Il Piacere dell’onestà”, per iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura . Lo spettacolo, diretto da Alessandro Averone, si terrà il 14 ottobre, ore 20, al Théâtre Nouvelle Génération – Les Ateliers (5 rue du Petit David). Con Alessandro Averone, Alessia Giangiuliani, Laura Mazzi, Marco Quaglia, . Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis, Scene di Alberto Favretto, costumi di Marzia Paparini, luci di Luca Bronzo. Assistente alla regia Antonio Tintis

Ingresso gratuito. Prenotazioni obbligatorie (rivolgersi all’Istituto Italiano di Cultura  , si veda  iiclione.esteri.it)

Angelo Baldovino, malvisto dalla società in cui vive a causa del suo passato costellato di imbrogli dovuti al vizio del gioco, su invito di un vecchio compagno di scuola, accetta di unirsi in matrimonio ad Agata, una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile ammogliato, il marchese Fabio Colli. Un matrimonio, insomma, che deve creare l’apparenza della rispettabilità ed evitare lo scandalo. Baldovino, con questa scelta, vuole farsi vendetta contro la società che “nega ogni credito alla mia firma”, cercando di apparire onesto all’interno di una lucida finzione in un mondo che non rende affatto facile esserlo. L’apparenza di onestà che gli viene richiesta spinge via via Angelo a comportarsi in modo spietatamente sincero mentre tutti gli altri attorno a lui faranno sempre più difficoltà a restare “in parte”. Solo la giovane Agata ne coglie il senso profondo, nutrendo per Baldovino una specie d’amore. Così quello che è nato come un inganno sociale si trasforma nell’unione vera di due esseri.

Lo spettacolo vuole restituire la spietatezza caustica e paradossalmente grottesca tipica delle commedie di Pirandello.

L’impianto della messa in scena cerca di mettere in risalto il dramma che scaturisce dall’ agire per la salvaguardia di una pura forma a dispetto di un sentire molto più profondo ma impossibile da mostrare di fronte alla società e il suo conseguente paradossale cortocircuito.

I costumi richiamano il ‘700, epoca regina della forma e dell’ apparire. (Inform)

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