direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “Dolomiti in Scienza” incontri con i fisici Caterina Doglioni (Università di Lund, Svezia) e Marco Polin (Università di Warwick,Regno Unito)

RICERCATORI ITALIANI ALL’ESTERO

Sono entrambi iscritti al social network dei bellunesi nel mondo Bellunoradici.net

 

 

BELLUNO – Bellunoradici.net a “Dolomiti in Scienza”. Sabato 13 febbraio alle 17.00 al Centro Congressi “Giovanni XXIII” a Belluno si terrà il terzo incontro della rassegna organizzata dal Gruppo Divulgazione Scientifica Dolomiti, in collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo. E i relatori, Marco Polin e Caterina Doglioni, sono entrambi iscritti al social network dei bellunesi nel mondo, evidenzia l’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Marco Polin, laureato in fisica teorica a Padova nel 1999, entra alla New York University per il corso di dottorato nel 2000 nel gruppo di David Grier, presso il Center for Soft Matter Research. Nel 2007 inizia a lavorare nel gruppo di Raymond Goldstein al Dipartimento di Matematica applicata dell’Università di Cambridge. Da settembre 2013 lavora come Assistant Professor al Dipartimento di Fisica dell’Università di Warwick (UK), conducendo delle ricerche sulla biofisica di microorganismi.

Il suo intervento, dal titolo “Sopravvivere al millesimo di millimetro”, approfondirà alcune delle principali strategie adottate da singole cellule per risolvere problemi come cercare cibo, sfuggire a predatori, cacciare prede o trovarsi per completare il ciclo riproduttivo. Le soluzioni trovate, spesso semplici, ma sempre ingegnose, hanno aiutato a garantire il successo di molte delle specie di microorganismi presenti sulla Terra e dalla cui attività dipende anche la nostra vita.

Caterina Doglioni, laureatasi all’Università di Roma “Sapienza” studiando la fisica dei raggi cosmici per la preparazione della presa dati dell’esperimento Cms al Large Hadron Collider al Cern, ha poi concluso un dottorato di ricerca all’Università di Oxford, lavorando alla ricostruzione e alla misura dei getti adronici all’esperimento Atlas. A partire dal post-doc all’Università di Ginevra si è occupata di ricerche di fisica oltre il modello standard, lavorando al Cern sempre sull’esperimento Atlas. Dall’aprile 2015 è impiegata come ricercatrice all’Università di Lund in Svezia, dove sta costruendo il proprio gruppo di ricerca nell’esperimento Atlas, finanziata da uno Starting Grant dell’European Research Council (Erc) e dal Consiglio delle Ricerche svedese, per la ricerca della materia oscura al Large Hadron Collider.

Titolo del suo seminario è “Messaggeri di materia oscura al Large Hadron Collider”. Tutte le cose che vediamo sono fatte di materia visibile, ma la materia visibile costituisce solo meno di un quarto della materia totale dell’universo. Il resto è materia oscura, che non emette luce e può interagire solo debolmente con le particelle di materia visibile che conosciamo. Di cos’è fatta la materia oscura? E se interagisce con la materia visibile, quali sono le particelle messaggere che lo permettono? Nella presentazione verranno quindi descritti gli esperimenti che cercano di rispondere a queste domande, concentrandosi sulle ricerche che vengono portate avanti al Large Hadron Collider di Ginevra.(Inform)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes