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A Bruxelles il consiglio Affari generali. Commissione Ue ai governi: subito lo sbarco dei migranti dalle navi delle ong

RASSEGNA STAMPA

Da Rai News, 8 gennaio 2019

Non trova fine l’odissea della Sea Watch e della Sea Eye nel Mediterraneo

 

Ancora in alto mare le trattative per dare un porto sicuro ai 49 migranti a bordo delle navi delle due ong tuttora bloccate davanti alle coste di Malta. L’inviata di Rainews24 tra i giornalisti autorizzati a salire a bordo della Sea Watch.

La Commissione europea interviene sul caso dei migranti a bordo della Sea Watch e della Sea Eye con un appello ai governi Ue: “Gli Stati mostrino una solidarietà concreta”. Sulla sorte dei 49 migranti “proseguiamo i contatti intensi con gli Stati membri”, ieri nella riunione degli ambasciatori dei 28 ci sono state “discussioni costruttive”, la posizione della Commissione, già espressa, resta che “gli Stati devono ora mostrare solidarietà concreta e le persone a bordo devono essere sbarcate in sicurezza e senza ulteriore ritardo”, dice il portavoce del presidente della Commissione Ue, Schinas. “Alcuni Stati hanno espresso la volontà di contribuire a questo sforzo comune e ora continuano i contatti”.

La questione sul tavolo del Consiglio Affari generali. La questione migranti sarebbe oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri degli Affari generali Ue a Bruxelles, con le navi delle ong Sea Watch e Sea Eye in emergenza al largo di Malta.

Moavero: non è detto che se ne parli. Una smentita arriva però dal nostro ministro degli Esteri. La questione dei migranti a bordo delle due navi della ong Sea Eye e Sea Watch non è prevista nell’ordine del giorno. “Può darsi che venga evocata, ma non è detto che se ne debba discutere”. Così Enzo Moavero Milanesi, al suo arrivo al consiglio Affari generali.

Parigi auspica una soluzione. Il ministro francese per gli Affari Europei, Nathalie Loiseau, ha auspicato che oggi si possa trovare una soluzione per far sbarcare i 49 migranti a bordo della Sea Watch e della Sea Eye, nonostante lo stallo registrato ieri dopo una riunione degli ambasciatori Ue. “La Francia ha fatto delle proposte come ogni volta che si tratta di fare gesti umanitari per soccorrere persone che naufraghi”, ha spiegato Loiseau. “Il coordinamento è fatto dalla Commissione. Il nostro sentimento ieri sera era che ci siamo quasi. Spero che ce la faremo oggi perché è giunto il momento” di trovare una soluzione, ha detto Loiseau, ricordando che la Francia vuole un meccanismo “permanente” per lo sbarco di migranti.

“Non arriveranno in Italia” ribadisce Matteo Salvini. Una situazione di stallo che ha spinto papa Francesco a rinnovare per la seconda volta in 48 ore l’appello all’accoglienza dei profughi e che si aggrava sempre di più con il passare delle ore: “alcune persone – è l’allarme che arriva dalle Organizzazioni non governative – hanno iniziato a rifiutare il cibo, la situazione è allo stremo e non possiamo resistere ancora a lungo.

La ricerca di un compromesso. A consentire di salvare la faccia a tutti potrebbe essere l’ipotesi che in queste ore gli ambasciatori dei 28 paesi dell’Ue stanno mettendo a punto. Secondo fonti diplomatiche europee una decina di paesi, tra cui la stessa Italia oltre a Germania, Francia, Portogallo, Olanda, Lussemburgo e Romania, si sono detti disponibili ad accogliere i migranti a patto che Malta apra i suoi porti per lo sbarco. Ma la soluzione ancora non c’è e l’impasse resta visto che La Valletta chiede che oltre ai 49 a bordo di Sea Watch e Sea Eye siano ridistribuiti nei paesi europei anche gli altri 249 profughi salvati nei giorni scorsi dai suoi guardacoste. “Stiamo consumando i telefoni” dicono da Bruxelles per sottolineare la volontà di trovare un accordo.

Da Malta arriva un appello del vescovo Charles Scicluna, che al microfono di Rainews24 chiede all’Europa “umanità e solidarietà”.  (Rai News dell’8 gennaio 2019)

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