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25° anniversario del gemellaggio tra Giaveno (Prov. Torino) e Chevreuse (Francia)

ASSOCIAZIONI

Piemontesi nel Mondo, ottobre 2018

TORINO – Nel 1993 con un atto formale di gemellaggio le amministrazioni comunali di Giaveno e Chevreuse fissavano sulla carta un’intesa, un legame dalle radici ben più lontane. Da una parte il comune capoluogo della Val Sangone e le sue borgate, dall’altra a 800 chilometri di distanza a nord, una località prossima a Parigi che nel corso dell’Ottocento ed ancora nella prima metà del Novecento conobbe l’emigrazione, di piemontesi e giavenesi. Una testimonianza di un grande affetto e di una grande vicenda umana e storica provata e ricordata da persone impegnate a rinnovare il riconoscimento delle proprie origini a Giaveno e le sue borgate.

Furono gli uomini e le donne e l’AORG, l’Amicale des Originaires de la Région de Giaveno i promotori di quel legame che quest’anno festeggia 25 anni; nel mese di luglio scorso una delegazione ha raggiunto Giaveno per tre giorni di incontri e visite. A comporre il gruppo la Sindaca di Chevreuse, Anne Héry–Le Pallec con l’Assessore Pierre Godon, una rappresentanza di giavenesi emigrati e loro discendenti ed il parroco di Chevreuse Jean- Brice Callery. Fra loro Costant Portigliatti, memoria storica del passato del fenomeno migratorio e delle famiglie che lasciarono Italia per cercare lavoro e migliori condizioni di vita rispetto a quelle possibili nella terra di origine e Delphine Giai Checa, coordinatrice della visita ed animatrice dell’Amicale.

Una visita densa di contenuti: l’incontro con l’amministrazione comunale del Sindaco Carlo Giacone, la partecipazione alla Festa patronale di Maria Maddalena di borgata Maddalena, l’omaggio nel cimitero ai borghigiani scomparsi e, insieme all’Anpi Giaveno Val Sangone presieduta da Lilliana Giai Bastè, ai caduti delle guerre ricordati con lapidi sulle pareti della chiesa; una lapide del 1989, in italiano e francese, è dedicata “Alla memoria dei figli di questa Valle che oggi riposano in terra di Francia”.

Un riconoscimento toccante, nel quale è stata evocata la figura di Amedeo Usseglio Polatera, nato a borgata Polatera nel 1911, emigrato in Francia dove nel 1944 entrò a far parte della formazione partigiana Manouchian; condannato a morte dal tribunale nazista, venne fucilato nel febbraio del 1944. La delegazione ha anche fatto visita al Museo Regionale dell’Emigrazione Piemontese accompagnati da Alessandra Maritano, già del Comitato del Museo e studiosa dell’emigrazione piemontese. (Alessandra Maritano – Piemontesi nel Mondo /Inform)

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