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23 paesi Ue firmano il documento di notifica dell’avvio della “Cooperazione Strutturata e Permanente”

DIFESA EUROPEA

Il ministro Roberta Pinotti, traguardo decisivo

 

ROMA -Si apre una nuova pagina della difesa europea: il Consiglio dei Ministri europei della Difesa e degli Affari Esteri ha firmato il documento di notifica dell’avvio della “Cooperazione Strutturata e Permanente” (Pesco).

Un traguardo decisivo per la difesa europea raggiunto grazie alla forte spinta dovuta ad una “volontà politica nuova” ed al lavoro compiuto dall’Italia insieme a Germania, Francia e Spagna.

Il ministro Roberta Pinotti ha commentato così la firma del documento di notifica dell’avvio della “Cooperazione Strutturata e Permanente” (Pesco) in tema di Difesa da parte dei ministri della Difesa e degli Affari Esteri.

“Dopo 60 anni di attesa, in pochi mesi abbiamo fatto più lavoro e fatto più strada di quella compiuta in tutti i decenni precedenti, ed abbiamo raggiunto un traguardo importante” ha commentato il Ministro Pinotti. “Sono molto contenta” ha aggiunto “perché il percorso iniziato con una lettera a quattro ha avuto una adesione altissima, la stragrande maggioranza delle nazioni della UE ha firmato l’adesione alla Pesco”.

Il documento è stato siglato i a Bruxelles da 23 Paesi aderenti alla Unione Europea. Oltre all’Italia, hanno firmato Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia.

“Un passo storico” per l’Europa perché per la prima volta, dopo oltre 60 anni di collaborazione in molti campi, i Paesi dell’Unione decidono di prendere un impegno formale per unire le loro capacità di Difesa e avviare un percorso di crescita comune anche in questo importante settore.

La notifica congiunta – firmata alla presenza dell’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza Ue, Federica Mogherini – è il primo passo formale per la creazione della Cooperazione Permanente Strutturata che dovrà diventare “un quadro legale europeo ambizioso, vincolante e esclusivo per gli investimenti nella sicurezza e la difesa del territorio dell’UE e dei suoi cittadini”.

La Pesco prevede che i Paesi si impegnino a rispettare oltre 20 obblighi nei settori della collaborazione per la condotta delle operazioni, del rafforzamento e crescita della qualità della spesa per la Sicurezza Internazionale e la Difesa e dello sviluppo delle capacità necessarie mediante progetti comuni.

La ratifica formale di avvio della Pesco è prevista nell’ambito del Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo di dicembre.

Alla Pesco si affianca l’istituzione del “Fondo europeo per la difesa”: a partire dal 2021 l’Unione Europea potrà mettere in campo ogni anno cinquecento milioni di euro per finanziare progetti di ricerca comuni per lo sviluppo di tecnologie avanzate nel settore della difesa e della sicurezza, più un miliardo di euro l’anno per co-finanziare l’acquisizione di capacità operative vere e proprie.

“Spingerà le nazioni europee a fare progetti insieme anche dal punto di vista industriale e questo offre delle opportunità, avendo l’Italia delle eccellenze nel campo della Difesa” ha detto il ministro Pinotti che a titolo di esempio ha ricordato uno dei progetti presentati dal nostro Paese, il drone europeo che ha già sperimentato da tempo il sistema di comando e controllo. (m.r.e.f – Inform)

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